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Qual è la funzione della haute couture? Considerando il numero molto ristretto di donne che possono acquistarla, probabilmente, è quella di fornire un percorso educativo. Emblematico, infatti, è il successo crescente delle mostre dedicate alle famose maison francesi che riempiono i musei e stimolano l’interesse generale. Per fare un esempio, “Christian Dior: Couturier du Rêve”, presentata lo scorso anno al Musée des Arts Decoratifs di Parigi che si trasformerà in “Christian Dior: Designer of Dreams”, in scena dal 2 febbraio al 14 luglio 2019 al Victoria & Albert Museum di Londra, per raccontare il profondo legame tra il creatore e il Regno Unito. Ma anche una sfilata può raccontare molto, secondo Maria Grazia Chiuri, che per l’autunno-inverno 2018-2019 riparte dall’atelier, estratto, probabilmente, dalla mostra parigina e ricostruito al Musée Rodin, alla ricerca di quei significati che solo uno studio attento possono rivelare: il valore della lavorazione, della ricerca, della sartorialità, dell’unicità, dell’immaginazione e della bellezza. Un progetto di valorizzazione del sogno costruito sull’essenzialità delle forme, dei tagli e dei volumi, ma sull’esclusività dei dettagli, dei tessuti e delle lavorazioni. Le giacche Bar blu navy hanno le maniche ad ali di pipistrello, i completi con i pantaloni tuxedo sono in tessuto tappezzeria dorato, i cappotti in camouflage o in velour au sabre per disegnare fantasie di fauna o flora, le tuniche sono impreziosite da plissé soleil, gli abiti nude che si adattano ai diversi colori della pelle sagomano il corpo con delicate profilature e si allungano in una gonna a pieghe, in tulle, satin double, organza intessuta di fili d’oro e sovrapposizione di pizzi floreali. Un nuovo corso per la maison francese? Sicuramente, una separazione da un prêt-à-porter facile, veloce e instagrammabile, imperante in questi anni. La couture, al contrario, deve essere complessa, lenta e privilegiare l’essenza all’apparenza. Un lusso personale e autentico. Del resto, vestirsi è prendersi cura di sé. Rimane un dubbio: se Alison Bancroft in “Fashion and Psychoanalysis” si chiede quanto la couture possa essere rinnovata pur rimanendo fedele alle sue regole, questa collezione che, a tratti, sembra una continuazione delle precedenti non riesce a dare una risposta concreta. Si deve solo sperare che, se le vere rivoluzioni sono quelle silenziose, per cambiare davvero bisogna sempre pensare al futuro.

Foto/photos: Yannis Vlamos / Indigital.tv

 

Foto/photos: Marcus Tondo / Indigital.tv

 

Foto/photos: Luca Tombolini / Indigital.tv

 

Foto/photos: courtesy Francesca Liberatore

 

Il team interno della maison continuerà a seguire le collezioni fino alla nomina di un successore.

The in-house design team at the fashion house will be responsible for the collections until a replacement is found.

Salvatore Ferragamo ha annunciato che Massimiliano Giornetti ha lasciato il ruolo di direttore creativo della maison italiana dopo 16 anni. Nel 2000 era stato nominato designer del menswear e nel 2011 ha iniziato a supervisionare sia la collezione maschile che quella femminile.
“Coglieremo questa opportunità – ha commentato l’a.d. Michele Norsa in un comunicato – per rivisitare il nostro approccio alla creatività. Negli anni l’azienda ha scoperto e sostenuto tanti giovani talenti e oggi può contare su un eccellente team interno”.
Quindi, non c’è fretta di trovare un successore. I progetti futuri dello stilista non sono ancora stati svelati: andrà da Christian Dior?

ENGLISH VERSION

Salvatore Ferragamo announced that Massimiliano Giornetti has left the role of creative director of the Italian fashion house after 16 years. In 2000 he was named menswear designer and in 2011 he started overseeing mens- and womenswear.
“We will take this opportunity,” said CEO Michele Norsa in a statement, “to revisit our creative approach. Over time, the company has nurtured and sponsored many young designers and is fortunate to be able to count on an excellent in-house team.”
So there’s no hurry to find a replacement. The designer’s future plans have not been disclosed: is he heading to Christian Dior?

 

Foto/photos: Marcus Tondo / Indigitalimages.com

 

Foto/photos: courtesy Shiatzy Chen

 

Foto/photos: Gerardo Somoza / Indigitalimages.com

 

La collezione per la primavera-estate 2016 potrebbe essere l’ultima disegnata da Alexander Wang per la maison da circa 350 milioni di euro di fatturato.

The spring-summer 2016 collection may be the last one designed by Alexander Wang for the fashion house with a turnover of about 350 million euros.

Dopo soli due anni, Alexander Wang potrebbe lasciare Balenciaga: sembra, infatti, che la collezione per la primavera-estate 2016, in passerella il prossimo ottobre a Parigi, sarebbe l’ultima disegnata dallo stilista cinese naturalizzato americano che nel dicembre 2012 aveva preso il posto occupato per 15 anni da Nicolas Ghesquière per occuparsi dell’autunno-inverno 2013-2014. Secondo indiscrezioni, il contratto che lo lega a Kering a cui fa capo la griffe sarà portato alla sua naturale scadenza senza essere rinnovato come si diceva in precedenza. Il gruppo del lusso non ha ancora ufficializzato il divorzio limitandosi ad ammettere che “le discussioni tra Alexander Wang e Balenciaga sono ancora in corso per un eventuale rinnovo del contratto”. Le performance a livello di vendite, però, non sono mai state entusiasmanti sia per il prêt-à-porter che per gli accessori. Senza contare che anche il riscontro della critica non è stato mai completamente positivo.
Intanto, iniziano già a circolare i nomi dei possibili candidati alla successione: da una parte, si fa il nome del designer francese Simon Porte Jacquemus e dall’altra, si parla di un nome “sconosciuto” interno all’ufficio stile come è avvenuto da Gucci dove il posto di Frida Giannini è stato occupato da Alessandro Michele, strategia che pare stia dando risultati incoraggianti.

ENGLISH VERSION

After only two years, Alexander Wang may be leaving Balenciaga: indeed, it seems that the spring-summer 2016 collection, on stage in Paris next October, will be the last one designed by the Chinese-born American designer who, in December 2012, had taken over the post occupied for fifteen years by Nicolas Ghesquière to design the fall-winter 2013-2014 collection. According to rumours, the contract with the Kering group, which owns the brand, won’t be renewed after its expiration date, differently from what had been said previously, The luxury group has not made the divorce official yet, only stating that “discussions between Alexander Wang and Balenciaga about a possible renewal of the contract are still in progress.” The performances, in terms of sales, however, have never been electrifying, neither for ready-to-wear nor for accessories. The comments of the fashion critics have never been completely positive either.
In the meantime, the names of possible substitutes have already started circulating: on one hand, people mention the French designer Simon Porte Jacquemus, on the other hand, someone talks about some “unknown” designer already working in the style office, as it has already happened at Gucci, where Frida Giannini’s post has been occupied by Alessandro Michele, a strategy which seems to be giving encouraging results.

 

Foto/photos: courtesy Alexis Mabille