Currently viewing the category: "womenswear fashion shows"

La classifica delle nostre sfilate preferite.

The charts of our favourite fashion shows.

Le proposte si riempiono di contenuto a Parigi con collezioni più rigorose, femminili e commerciali delle scorse stagioni senza, però, rinunciare alla creatività. La top 5, secondo S&D FASHION, è la seguente:

ENGLISH VERSION

Proposals are filled with contents in Paris, with collections more rigorous, feminine and commercial than last seasons’, though without renouncing creativity. Our top 5 fashion shows are:

1) Yohji Yamamoto
2) Comme des Garçons
3) Haider Ackermann
4) Jacquemus
5) Undercover

E qual è la vostra personale classifica?

And what about yours?

 

Foto/photos: Yannis Vlamos / Indigital.tv

 

Foto/photos: Umberto Fratini / Indigital.tv

 

Il glamour può essere intelligente? Può trasmettere cultura? Può veicolare pensiero? Il bello e brutto, tipica dicotomia di Miuccia Prada, diventa sulla passerella di Miu Miu, all’interno del Palais d’Iena rivestito di pelouche lilla dallo studio OMA di Rem Koolhaas, sinonimo anche di buono e cattivo, positivo e negativo. Quell’alternanza di opposti che servono a spiegare più chiaramente un concetto. Così, ne “La pazzia del glamour di fronte all’ignoto”, la stilista italiana mescola cappotti di pelliccia finta dai colori improbabili, di lana talmente over che sembrano vestaglie chiuse da fibbie di strass, dai colli a stola anche sui giacconi imbottiti a contrasto come le cuciture degli impermeabili in PVC abbinati ad abiti con stampe multicolor, di maxi paillette o color nude con piume giganti e completati con brillanti che passano con disinvoltura dai collarini ai cinturini delle calzature. Tutto è provocatoriamente urlato perché è l’unico modo oggi per farsi ascoltare in mezzo a un fastidioso rumore di fondo fatto di indifferenza e populismo. In chiusura del fashion month, dove la tendenza imperante è stata la scelta del formale per avvicinarsi al consumatore, Miuccia Prada ha scelto di muoversi in verso opposto: il mondo contemporaneo ha bisogno più che mai di messaggi chiari per rimettere in discussione tutto, anche lo status quo da tempo, ormai, intrappolato tra il vecchio e il nuovo. Un mondo che, in attesa di una riformulazione dei parametri, preferisce aspettare invece che esporsi. Viene da chiedersi: chi lo farà per primo? Se qualcuno ha osato come Gucci o Vetements sono diventati fenomeni da emulare o da condannare, amati od odiati, perché la via di mezzo nella moda è qualcosa di inaccettabile. La signora milanese, dunque, poteva stare a guardare? In controtendenza, come sempre, opta per quella che lei definisce la terza via: la confusione del pensiero tra la gente. Perché, per fare la differenza, il coraggio delle idee è fondamentale.

Foto/photos: Monica Feudi / Indigital.tv

 

Foto/photos: Monica Feudi / Indigital.tv

 

Foto/photos: Marcus Tondo / Indigital.tv

 

Cos’è rimasto della vita di Mademoiselle Chanel che non sia stato detto o scritto? I misteri che l’hanno avvolta sono stati quasi tutti svelati e, quando non lo si è fatto, si è immaginato o inventato. Da un po’ di stagioni, Karl Lagerfeld considera un episodio del passato di Coco fino a tratteggiare intorno a esso una collezione. Ma quali sono i limiti che un creativo può porsi? Al di là del quale non può spingersi? Nessuno, stando a ciò che è accaduto in quello che è diventato l’ultimo giorno di passerelle parigine: nella consueta cornice del Grand Palais, infatti, lo stilista ha fatto incastrare un missile della Nasa per creare il Centre de lancement N°5 di un’ipotetica Gabrielle Chanel Agence Spatiale. Prima del fuoco e fiamme finale, in passerella, nel prêt-à-voler, si sono susseguiti i codici iconici della maison francese arricchiti di dettagli futuristici nei colli che sembrano richiamare le tute spaziali, nei materiali come la pelle argentata o il tweed illuminato da bagliori metallici dei tailleur, nelle fantasie a stampa astronauta che ricopre sia il tre pezzi, recuperato dalla collezione haute couture per l’autunno-inverno 2014-2015, che gli abiti impalpabili, nel matelassé delle cappe, nella camelia stilizzata per somigliare a una stella, nelle perle presenti insieme alle doppie C sulle fasce gioiello in maglia oppure che diventano costellazioni insieme a borchie e paillette sui tessuti, nel bianco e nero anche sugli stivali bicolore, glitterati per l’occasione, o nelle borse a forma di razzo. Tutto questo per dimostrare cosa? Evasione? Non è certo la spettacolarizzazione della moda a sorprendere più qualcuno. Malgrado le provocazioni, questo settore può spiccare il volo solamente mantenendo saldamente i piedi per terra: è sufficiente guardare la nuova tracolla rettangolare, talmente semplice che riuscirà sicuramente a conquistare donne, uomini e, perfino, bambini. Perché se il passato è già stato ripreso anche troppo, il futuro è ancora una pagina bianca, quella da cui partire per disegnare davvero qualcosa di nuovo.

Foto/photos: Yannis Vlamos / Indigital.tv

 

Foto/photos: Kim Weston Arnold / Indigital.tv

 

Foto/photos: Umberto Fratini / Indigital.tv

 

Foto/photos: Kim Weston Arnold / Indigital.tv