Currently viewing the category: "Fashion shows and presentations"

Foto/photos: Yannis Vlamos / Indigital.tv

 

Foto/photos: Kim Weston Arnold / Indigital.tv

 

L’eccentricità può essere possibile? Si direbbe di sì, secondo Miuccia Prada, che si allinea con il cambiamento di prospettiva già visto in modo diverso, per esempio, da Balenciaga e da Valentino. La sfida della moda contemporanea è quello di rendere speciale la quotidianità? O il contrario? Demna Gvasalia lo fa stravolgendo la normalità per cercare di trasformare, attraverso un vocabolario surrealista, talvolta disturbante, di Margiela-esca memoria, qualcosa di già visto in qualcosa di nuovo; Pierpaolo Piccioli prova a regalare quel fascino glamour, che ha reso noto Valentino Garavani nel mondo, ai capi più ordinari. La stilista, invece, partendo da semplici sedie di plastica bianche, alternate a file irregolari di mattoni, che costituiscono l’allestimento al Palais d’Iéna, il consueto spazio utilizzato dalla maison milanese per la sfilata di Miu Miu, firmato da AMO, traduce l’immediatezza tipica del brand in abiti sottoveste di pizzo, grembiule in check o microstampe floreali, quando non sono trasparenti, ma pieni di cristalli, portati sopra pull e camicie dai disegni geometrici, pantaloni diritti, sandali e calzettoni sportivi dai colori fluo. Non mancano gli accessori, che mettono in evidenza il logo sulle borse da portare a mano o sulle scarpe dal tacco basso. Il gioco delle stratificazioni, già proposto in passato da Prada, che arriva a citare se stessa, incoraggia la libertà personale di andare contro le regole perché, se, ancora dominano, spesso per abitudine, la realtà esistente, ci si può sempre divertire a rivoluzionarle. Del resto, non sono solo convenzioni? Così, se tutto può sembrare, apparentemente, com’è, a un’occhiata più attenta, si osserverà che, al contrario, è completamente diverso. Divertissement di moda che, con un messaggio forte e chiaro, centrano il bersaglio. In teoria! Bisogna vedere se il consumatore sarà disposto a farsi carico di questo cambiamento: se le passerelle, però, sono sempre più influenzate dalla strada, la sopravvivenza del fashion system potrebbe anche dipendere da quello. O, se non altro, potrebbe essere un modo per conoscere maggiormente se stessi.

Foto/photos: Monica Feudi / Indigital.tv

 

Foto/photos: Marcus Tondo / Indigital.tv

 

Cos’è la bellezza? Coco Chanel aveva un’opinione molto chiara in proposito: “La bellezza non sta né dentro né fuori, sta nell’aria che ti circonda”. Probabilmente, si potrebbe pensare lo stesso se si avesse l’occasione di visitare le cascate nelle Gole di Verdon, in Provenza, quelle che Karl Lagerfeld, grandiosamente come sempre, ricostruisce all’interno del Grand Palais, il consueto spazio che ospita il fashion show della maison di rue Cambon. Un ritorno alla natura che si ritrova anche sui colori della collezione, verde, azzurro e bianco proposti sui completi in bouclé, tessuto abbinato anche al jeans o con inserti di diverse fantasie, che emerge dagli shorts per allungarli o sfrangiarli. Sicuramente, non rappresentano una novità. Lo stilista, del resto, non è abituato a sorprendere se non per i suoi allestimenti, consapevole del fatto che la moda deve essere prodotto e, come tale, deve essere venduto a un pubblico più ampio possibile. Ammicca, quindi, alle giovani modificando le proporzioni, fa propria l’atmosfera rilassata, che accomuna le deludenti sfilate parigine di questa stagione, e si concentra sugli accessori, che incrementano i fatturati, caratterizzati dall’idea di trasparenza: dai colli-mantella, ai cappelli da esploratore, dalle borse di tutte le grandezze, spesso le classiche riproposte, ai guanti senza dita, come piacciono a Lagerfeld, fino agli stivali, più o meno alti, con il tacco quadrato in plexiglas e rigorosamente bicolore, in linea con la tradizione di Mademoiselle, tutto è costruito in pvc invisibile, come se dovesse essere antispruzzo. Quando arriva a contaminare l’abbigliamento, invece, va a declinare mantelle antipioggia (di Courrèges-esca memoria, Chanel avrebbe adorato?!), considerando il cielo nuvoloso stampato sugli abiti in seta a pannelli, o piume che decorano i colli o le gonne. Un dettaglio, come le cinture, anch’esse trasparenti in cui le perle sono sostituite con delle biglie. All’ultimo giorno di passerelle francesi, è giunto il momento per fare un bilancio. Cosa rimane? Forse, un auspicio: la tempesta sta per abbattersi sulla moda. E, considerando la ventata di novità che porta con sé ogni momento di rottura, non sarebbe, poi, così male.

Foto/photos: Yannis Vlamos / Indigital.tv

 

Foto/photos: Kim Weston Arnold / Indigital.tv

 

Foto/photos: Luca Tombolini / Indigital.tv

 

Foto/photos: Yannis Vlamos / Indigital.tv

 

Foto/photos: Luca Tombolini / Indigital.tv

 

Foto/photos: Yannis Vlamos / Indigital.tv