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Haters gonna hate. Si sa. Ma, purtroppo per loro, i dati vanno al contrario: se i dati precedenti erano influenzati dai saldi epocali delle collezioni firmate da Frida Giannini (ergo, poco attendibili) adesso, si hanno le prime informazioni chiare e inequivocabili del successo commerciale di Alessandro Michele: Gucci, mi spiace per chi pensava il contrario, è in crescita: +3,9% (a fronte di +3,3% dei conti semestrali di Kering). Ottimo (ancora) Saint Laurent (+23,7%) che fa riferimento, però, alle proposte di Hedi Slimane. Cosa succederà con Anthony Vaccarello? Caduta, invece, (ancora) per Bottega Veneta (-9,2%): i tiepidi riscontri delle ultime sfilate di Tomas Maier trovano conferma commerciale per un brand che vive sugli accessori “Intrecciato”…

ENGLISH VERSION

Haters gonna hate. We know that. But, unfortunately for them, data show something different: if previous data had been influenced by the epoch-making clearances of the collections designed by Frida Giannini (thus hardly reliable) now we’ve got the first clear and unmistakable information about Alessandro Michele’s commercial success: Gucci – I am sorry for those who were convinced of the opposite – is on the rise: +3.9% (+3.3% in the first-half results of Kering). Saint Laurent is (still) going very well (+23.7%), but that result still refers to Hedi Slimane’s proposals. What will happen with Anthony Vaccarello? Bottega Veneta, instead, is (still) falling (-9.2%): the tepid reactions to Tomas Maier’s latest collections are thus confirmed commercially, and the brand seems to be living exclusively on its “Intrecciato” accessories.

 

Il colosso del lusso ha acquisito anche una quota di minoranza dell’etichetta che porta il nome dello stilista fondata nel 2008.

The luxury conglomerate also took a minority stake in the eponymous label founded in 2008.

LVMH ha acquisito una quota di minoranza di J.W. Anderson e lo stilista assumerà la guida creativa della griffe spagnola Loewe come parte dell’accordo prendendo il posto del precedente direttore creativo Stuart Vevers. I termini finanziari non sono stati rivelati.
“Quando Delphine Arnault e io abbiamo incontrato Jonathan per la prima volta – ha dichiarato Pierre-Yves Roussel, ceo di LVMH – abbiamo immediatamente capito che avremmo potuto aiutarlo a esprimere pienamente il potenziale del suo brand innovativo, in rapida crescita e già così influente. Mentre discutevamo della nostra partnership, conoscendolo sempre meglio, è diventato chiaro come la sua comprensione di tutti gli aspetti creativi di un marchio e la sua capacità di trasformare la tradizione in una visione emozionante per il presente lo rendessero anche il perfetto direttore creativo per Loewe”.

ENGLISH VERSION

LVMH acquired a minority stake of J.W. Anderson and the designer will be taking the helm at Spanish label Loewe as part of the agreement, succeeding the former creative director Stuart Vevers. Financial details have not been revealed.
“When Delphine Arnault and I first met Jonathan,” Pierre-Yves Roussel, ceo of LVMH, said, “we immediately felt that we could help him to express the true potential of his innovative, fast-emerging and already influential brand.While discussing our partnership and as we got to know him better, it became clear that his understanding of all creative facets of a brand and his capacity to transform tradition into an exciting vision for the present would make him also the perfect creative director for Loewe.”

 

Il colosso francese cui fa capo il Gucci Group diventerà azionista di minoranza del marchio di moda newyorkese.

The French colossus, owner of the Gucci Group, will become minority shareholder of the New York-based fashion brand.

Dopo aver, recentemente, formalizzato l’acquisizione del 51% del brand Christopher Kane, il gruppo francese Kering di François-Henri Pinault continua a supportare la crescita di giovani stilisti rilevando, per una cifra non precisata, una quota di minoranza di Altuzarra.
“Questa partnership – ha commentato lo stilista franco-americano – consentirà di far compiere ad Altuzarra un ulteriore passo del suo sviluppo in accordo con la mia visione creativa”.
Nato nel 1983 da madre sino-americana e padre francese, Joseph Altuzarra ha studiato arte e storia dell’arte allo Swarthmore college prima di fondare, nel 2008, il suo marchio che ha sfilato per la prima volta con la collezione primavera-estate 2010.

ENGLISH VERSION

After recently formalizing the acquisition of 51% of the brand Christopher Kane, François-Henri Pinault’s group Kering continues to support the growth of young designers by acquiring, for a sum of money which has not been revealed, a minority stake of Altuzarra.
“This partnership – commented the French-American designer – will allow us to take the Altuzarra brand to the next stage of its development in accordance with my creative vision.”
Born in 1983 from a Chinese-American mother and a French father, Joseph Altuzarra studied art and art history at Swithmore College before founding, in 2008, its label, whose first fashion show was for the spring-summer 2010 collection.

 

La società che porta il nome della stilista, fondata nel 1982, ha incaricato la società di consulenza Zolfo Cooper di gestire il business e trovare un compratore.

The company, named after the designer who founded the label in 1982, appointed the restructuring adviser Zolfo Cooper to take over the business and find a buyer.

Nicole Farhi ha dichiarato bancarotta, incaricando la società di consulenza Zolfo Cooper di trovare un compratore per evitare la chiusura. Peter Saville, Fraser Gray e Anne O’Keefe, partner di Zolfo Cooper, sono stati nominati amministratori delle società NF Fashion Limited e NF Acquisitions Limited, che gestiscono il business della griffe, fondata nel 1982 dall’omonima stilista e dall’ex marito, Stephen Marks. Nicole Farhi faceva capo al gruppo inglese French Connection di Stephen Marks prima di essere rilevata nel 2010 da OpenGate Capital per circa 5 milioni di sterline e nel 2012 dal private equity group Kelso Place Asset Management che ha investito in altri marchi di moda come Anya Hindmarch.
“Nicole Farhi – ha affermato Peter Saville – è un marchio retail importante ma, purtroppo, come è accaduto a molti altri retailer di moda, il calo della capacità di spesa dei consumatori e l’aumento dei costi ha portato a maggiori pressioni finanziarie sul business. Stiamo già incontrando possibili partner e lavoreremo duro per identificare la soluzione migliore, in grado di portare avanti l’attività, dare ai creditori quello che spetta loro e tutelare i dipendenti”.
L’azienda impiega 75 persone nei cinque punti vendita e 44 nel quartier generale londinese.
Tra le novità, si parla del ritorno della stilista, oggi 66enne. Per il momento, l’ufficio stile è guidato dal direttore creativo Joanna Sykes (ex Aquascutum), in carica dal settembre 2012.

ENGLISH VERSION

Nicole Farhi filed for bankruptcy and appointed the restructuring adviser Zolfo Cooper to find a buyer in order to avoid the closing of the company. Peter Saville, Fraser Gray and Anne O’Keefe, partners at Zolfo Cooper, were appointed joint administrators of NF Fashion Limited and NF Acquisitions Limited, the companies behind the brand founded in 1982 by the designer of the same name and her former husband, Stephen Marks. Nicole Farhi was part of Stephen Marks’ fashion group French Connection, before being taken over in 2010 by OpenGate Capital for about £5 million and in 2012 by the private equity firm Kelso Place Asset Management, which has been investing in other fashion labels, such as Anya Hindmarch.
“Nicole Farhi – said Peter Saville – is a very powerful retail brand. Unfortunately, as with many other fashion retailers, the decline in high street spend coupled with rising costs has led to increased financial pressures on the business. We are already in discussions with a number of interested parties and will be working hard to identify the best possible outcomes regarding preservation of jobs, the value of the business and returns to creditors.”
Nicole Farhi employs 75 staff in its five stores, and has another 44 staff employed at its London headquarters.
Among the novelties there have been speculations about a possible return of the designer, now 66. For the time being, the creative team is led by the creative director Joanna Sykes (formerly at Aquascutum), in office since September 2012.

 

Il colosso francese del lusso acquisisce l’80% della casa di moda italiana per 2 miliardi di euro.

The French luxury goods giant acquires an 80 percent stake in the Italian company for 2 billion euros.

Loro Piana annuncia l’acquisizione da parte di LVMH dell’80% delle azioni dell’azienda italiana per un valore di 2 miliardi di euro, in base a una stima che valuta il 100% della società sui 2,7 miliardi. La transazione ora è soggetta all’approvazione delle autorità Antitrust.
“Non avremmo potuto prendere una decisione migliore”, dichiarano Pier Luigi e Sergio Loro Piana, rispettivamente, presidente e vice-presidente, oltre che amministratori delegati, che resteranno alla guida di un business con ricavi di 700 milioni di euro previsti per il 2013 e utili, ante imposte, interessi ed ammortamenti, pari ad oltre il 20 % delle vendite. Il contratto prevede, inoltre, un’opzione put sulla quota restante della durata di tre anni.
“La nostra famiglia è fiera di associare il proprio nome al gruppo LVMH. Il gruppo diretto da Bernard Arnault è, in effetti, quello maggiormente in grado di rispettare i valori della nostra azienda, la sua tradizione e il desiderio di proporre ai suoi clienti dei prodotti di qualità ineccepibile. Associandoci al gruppo LVMH, costruito intorno ad un insieme di marchi storici, Loro Piana trarrà beneficio da sinergie eccezionali, sempre preservandone le tradizioni”.
“Loro Piana – ha affermato Bernard Arnault – è una società rara, rara per la qualità unica dei suoi prodotti, in particolare i suoi prodotti tessili in cashmere, e rara per le sue radici familiari che risalgono a sei generazioni. Sono molto contento che Sergio e Pier Luigi Loro Piana ritengano che il nostro gruppo sia il migliore per assicurare il futuro della società Loro Piana. Condividiamo gli stessi valori, sia familiari, sia aziendali, la ricerca costante della qualità e sono convinto che il nostro gruppo possa apportare un forte contributo al futuro della Loro Piana che possiede grandi potenzialità”.
Se, da un lato, con questo deal, Loro Piana potrà contare sul colosso francese per un’ulteriore espansione internazionale, senza dimenticare le sinergie con gli altri brand che orbitano all’interno di LVMH, dall’altro, un’altra realtà familiare da sei generazioni, tutta italiana, varca i confini nazionali: partita nel 1924 a Quarona Sesia, nel biellese, su iniziativa di Pietro Loro Piana, proveniente da una famiglia di commercianti di lane e tessuti, si è sviluppata sempre più grazie alla maestria nella lavorazione del cashmere, di cui è il primo trasformatore al mondo, nonché delle fibre nobili come la vicuña. Oggi, oltre all’eccellenza nel segmento tessile, Loro Piana vanta una rete distributiva di 130 negozi worldwide.

ENGLISH VERSION

Loro Piana announced that LVMH acquired 80% of the shares of the Italian company for 2 billion euros, according to an estimate that gives Loro Piana an enterprise value of 2.7 billion euros. Now the transaction has to gain antitrust clearance for the purchase.
“We could not have taken a better decision,” said Pier Luigi and Sergio Loro Piana, President and Vice-President respectively, as well as CEOs of the fashion house. They will still be at the helm of a business with an expected turnover of 700 million euros for 2013, and a pre-tax profit which is forecast to come in at around 20% of the sales. There are put and call options for three years on the family’s remaining stake.
“The Loro Piana family,” they continued, “is proud that our name is now associated with the LVMH Group. Under Bernard Arnault’s leadership, LVMH has proved that it respects and nurtures family businesses and is most likely to respect the values and traditions of our maison, as well as our desire to provide our clientele with unparalleled quality. By joining LVMH, a group built around a unique set of other historic maisons, Loro Piana will benefit from exceptional synergies while preserving its traditional heritage.”
“Loro Piana is an exceptionally rare maison, rare in the unique quality and craftsmanship in its products, not least in cashmere and fine textiles, but also in the unbroken heritage and careful family husbandry over six generations,” said LVMH chairman Bernard Arnault. “I am very pleased that Sergio and Pier Luigi Loro Piana believe that our group is best able to ensure the future of the house of Loro Piana. Indeed, we share the same values: family and craftsmanship allied to the tireless pursuit of quality, and I am convinced that our group will prove a good home in realising the significant future potential of Loro Piana.”
If, on one hand, with this deal, Loro Piana will be able to rely on the French conglomerate for a further international expansion, without forgetting the sinergies with the other brands in LVMH’s sphere, on the other hand, an Italian company, which has been led by the same family for six generations, crosses the national borders. Loro Piana was founded in 1924 in Quarona Sesia, in the Province of Biella, thanks to Pietro Loro Piana, who came from a family of merchants of wool and fabrics. The company developed more and more thanks to its workmanship in the production of cashmere and noble fibres such as vicuña. Nowadays, besides its excellence in the textile field, Loro Piana owns 130 stores worldwide.

 

Gli stilisti di Alvarno prendono il posto lasciato da Mathilde Castello Branco lo scorso ottobre.

Alvarno designers replace Mathilde Castello Branco who left in October of last year.

Azzaro ha arruolato gli stilisti spagnoli Arnaud Maillard e Alvaro Castejón alla guida della maison francese, di proprietà di Reig Capital Group con sede ad Andorra. Il duo prende il posto di Mathilde Castello Branco che ha lasciato l’incarico dopo solo un anno nell’ottobre 2012. I nuovi direttori creativi presenteranno una pre-collezione di circa 25 pezzi il 5 luglio, presso la boutique Azzaro di Parigi.
A questo proposito, hanno dichiarato di voler rispettare nel loro lavoro il dna della griffe, giocando al tempo stesso con i suoi codici, attraverso look per le occasioni speciali, abiti da cocktail o da sera in tonalità accese, stampe dallo spirito Seventies, ricami a mano scintillanti, contrasti di texture e lavorazioni dégradé.
“Quello che vogliamo fare – ha dichiarato Alvaro Castejón – è interpretare lo stile della casa con una nuova energia, adatta ai nostri tempi. Non ci sono materiali scintillanti nella collezione, lo splendore sta nel ricamo”.
Maillard ha collaborato per 15 anni con Karl Lagerfeld mentre Castejón può vantare esperienze precedenti presso Alexander McQueen e Fendi. Insieme i due stilisti quarantenni hanno creato nel 2009 a Madrid la loro etichetta di womenswear Alvarno.
Cosa porterà questa nuova fase? Magari un ritorno alla couture in omaggio alle origini di Loris Azzaro?

ENGLISH VERSION

Azzaro has recruited Spanish designers Arnaud Maillard and Alvaro Castejón at the helm of the French fashion house owned by Andorra-based Reig Capital Group. The new creative directors will unveil a 25-piece pre-collection on July 5 at the Azzaro boutique in Paris. The duo succeeds Mathilde Castello Branco, who stepped down after just one year in the role in October 2012.
As for their designs, they plan to be respectful of the brand’s history playing at the same time with its codes through special-occasion looks, cocktail dresses and eveningwear which introduce vibrant colors, ’70s-inspired prints, shiny embroidery, contrasting texture and dégradé fabrics.
“What we’re trying to do is interpret the Azzaro style with a new energy that adapts to our times,” Alvaro Castejón said. “There are no shiny materials in the collection, the shine is in the embroidery.”
Maillard designed for 15 years with Karl Lagerfeld and Castejón previously held positions at Alexander McQueen and Fendi. Together they created their own Madrid-based womenswear brand, Alvarno, in 2009.
So what do we have to expect from this new chapter? Maybe, a couture comeback paying homage to Loris Azzaro’s roots?

 

Marc Jacobs potrebbe non rinnovare il suo contratto con Louis Vuitton.

Marc Jacobs might not renew his contract with Louis Vuitton.

Secondo indiscrezioni del settore, dopo 16 anni che hanno visto, tra l’altro, l’introduzione del prêt-à-porter da Louis Vuitton, Marc Jacobs potrebbe lasciare la maison francese. Il contratto dello stilista americano con la LVMH,  che, insieme al suo socio d’affari Robert Duffy, stanno trattando con il colosso del lusso, è in scadenza nel 2014 e potrebbe non essere rinnovato. Così, il designer si concentrerebbe sull’etichetta che porta il suo nome dopo aver recentemente nominato Katie Hillier e Luella Bartley come creative director e design director della donna di Marc by Marc Jacobs. Ma nel futuro di Marc Jacobs si affaccia anche un’altra possibilità: la separazione da LVMH e la quotazione. Tuttavia, anche se questa negoziazione rimane separata dal contratto di Marc Jacobs con Louis Vuitton una scelta potrebbe influenzare l’altra.
Jacobs, Duffy e LVMH, per il momento, non rilasciano commenti ma sembra che le trattative tra Nicolas Ghesquière e LVMH siano già in una fase avanzata. L’ex direttore creativo di Balenciaga potrebbe, quindi, prendere presto il posto di Marc Jacobs.

ENGLISH VERSION

According to industry rumors, after 16 years which saw the introduction of ready-to-wear at Louis Vuitton, Marc Jacobs might want to leave the French fashion house. The American designer’s contract with LVMH is up in 2014 and he and his longtime business partner Robert Duffy, who are currently holding discussions with the luxury conglomerate, may not renew it. So he could focus on his own namesake brand after recently naming Katie Hillier and Luella Bartley as creative director and design director of Marc by Marc Jacobs’s womenswear collections. But another possibility floated in Duffy’s and Jacobs’s discussions with LVMH: Marc Jacobs could split from the luxury conglomerate and then go public. Anyway, this negotiation is separate from Marc Jacobs’s Louis Vuitton contract, but it would make sense that one outcome might affect the other.
For now, neither Jacobs and Duffy, nor LVMH would comment on these rumours but Nicolas Ghesquière and LVMH seem to be in serious negotiations. The former Balenciaga’s designer could be in talks to succeed Marc Jacobs.

 

Isabel Marant porta il suo tocco francese in H&M.

Isabel Marant brings her French touch to H&M.

H&M ha annunciato la consueta collaborazione dell’autunno con un designer famoso: per la prossima stagione toccherà alla stilista parigina Isabel Marant cimentarsi con delle collezioni per il noto marchio di fast fashion. Con il suo stile semplice e rilassato, Isabel Marant ha creato il look “Paris chic”. Mischiando urban look, eleganza boho e spirito rock, Isabel Marant realizza capi dalla genuina e affascinante allure francese. Per H&M il guardaroba sarà composto da pezzi ispirati all’inconfondibile stile della sua maison. Disponibile dal 14 novembre 2013 in circa 250 negozi nel mondo e online, la collezione propone capi e accessori per donne e teenager. Per la prima volta, inoltre, Isabel Marant disegnerà anche una collezione maschile.
“Sono lusingata per questa collaborazione: H&M lavora con i migliori stilisti, per cui questo invito è per me un grande onore. Il mio obiettivo sarà quello di creare qualcosa di vero, che le donne vogliano indossare nella loro vita quotidiana, con una certa noncuranza, che mi pare essere un tratto molto parigino: ci si veste di tutto punto, senza però prestarci molta attenzione, ma avendo comunque un aspetto sexy. La collezione è tutta imbevuta di questo tipo di atteggiamento e di rilassatezza. Tutto può essere mixato seguendo i propri istinti: al centro della mia moda sta la personalità”, ha dichiarato Isabel Marant.
“Siamo eccitati all’idea di avere Isabel Marant come guest designer di H&M. Il modo in cui mescola diversi elementi nelle sue collezioni, creando uno stile urbano e apparentemente semplice, la rende estremamente contemporanea. Ha un occhio fantastico per i dettagli etnici e possiede la rara capacità di creare cose che le persone desiderano veramente indossare. Siamo sicuri che i clienti di H&M saranno entusiasti di questa collezione”, ha affermato Margareta van den Bosch, creative advisor di H&M.
Nata e cresciuta a Parigi, Isabel Marant ha cominciato a personalizzare i propri abiti quando ancora frequentava le scuole superiori. Diplomatasi al famoso Studio Berçot, Marant si è fatta strada nel fashion system cominciando con una linea di gioielleria, aggiungendo poi il knitwear, per lanciare infine, nel 1994, l’etichetta che porta il suo nome. Oggi è alla guida di una casa di moda dal successo internazionale, con boutique in diverse parti del mondo. I suoi look “chic parigini”, un mix tra stile bohémien e sartorialità maschile, stanno diventando sempre più popolari di stagione in stagione.

ENGLISH VERSION

H&M announced its autumn collaboration with a famous designer: this time it will be Parisian designer Isabel Marant’s turn to present her collections for the famous brand of fast fashion. With her effortless style, Isabel Marant has created a widely influential and successful take on Paris chic. Mixing urban attitude, boho elegance and rock ’n’ roll spirit, she delivers a genuine French allure. For H&M, Isabel Marant will create a wardrobe of pieces inspired by her signature style. Available from November 14, 2013, in around 250 stores worldwide and online, the collection features clothing and accessories for women and teenagers. Isabel will also, for the first time, create a collection for men.
“I am flattered by this collaboration: H&M works with the best designers and this invitation is an exciting honour. I aim at creating something real, that women want to wear in their everyday lives, with a certain carelessness, which I think is very Parisian: you dress up, but do not pay too much attention and still look sexy. The collection is infused with this kind of easiness and attitude. Everything can be mixed following one’s own instincts: my take on fashion is all about personality,” says Isabel Marant.
“We are excited to have Isabel Marant as a guest designer at H&M. The way she mixes different elements in her collections, creating a style that is effortless and urban, makes her very contemporary. She has a fantastic eye for ethnic detail and the rare ability to create something that people really want to wear. We are sure the H&M customers will be enthusiastic about this collection,” says Margareta van den Bosch, Creative Advisor at H&M.
Born and raised in Paris, Isabel Marant started customising her own clothes while still at high school. A graduate of the famed Studio Berçot, Marant worked her way up the fashion system starting with a jewellery line, then adding knitwear, finally launching her eponymous collection in 1994. Today she runs an internationally successful fashion powerhouse with a string of boutiques worldwide. Her Parisian chic style, a mix of bohemia and masculine tailoring, grows in popularity season after season.

 

Con il nuovo partner strategico il marchio di pelletteria di lusso diventerà più globale.

The new strategic partner will help the luxury leather goods brand become more global.

Neo Capital, il fondo di investimenti con sede a Londra, è entrato ufficialmente attraverso un aumento di capitale nell’azionariato di Valextra, l’etichetta made in Italy di pelletteria di lusso fondata nel 1937 da Giovanni Fontana e acquisita nel 2000 dall’imprenditore bergamasco Emanuele Carminati Molina.
“Con i nuovi mezzi derivanti dall’operazione, Valextra si prepara a un percorso di crescita consistente e accelerato nell’ottica di un posizionamento tra i maggiori player globali del lusso e a una possibile quotazione sul mercato dei capitali (IPO) nel futuro”, ha dichiarato Emanuele Carminati Molina, che continuerà a svolgere il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione di cui è membro anche il nipote Marco Scarpella. Al nuovo partner al quale andrà il 60-65% della società presente con un monomarca in via Manzoni, 3 a Milano che nel 2012 ha riportato ricavi per 13,5 milioni, +40%.
Il nuovo corso porterà a una maggiore internazionalizzazione del marchio che diventerà più globale senza però rinunciare alla sua tradizione di artigianalità, caposaldo dell’azienda fin dall’apertura dei primo negozio di pelletteria al numero 1 di piazza San Babila.
Neo Capital è specializzato nello sviluppo e internazionalizzazione dei brand. Tra i suoi investimenti ci sono Ladurée, Vuarnet, Obikà e Miller Harris.

ENGLISH VERSION

Neo Capital, the London-based investment firm, has entered Valextra’s shareholding through a capital increase. The Italian luxury handbags maker, founded in 1937 by Giovanni Fontana, was acquired in 2000 by Emanuele Carminati Molina, who will continue to hold his role as Chairman. His nephew Marco Scarpella will also remain a member of the board.
“Thanks to the operation the company is now ready for a new phase of growth, partnering with Neo and to become one of the leading players in the luxury leather industry, qualifying for a possible IPO in the future,” said Carminati Molina.
The new partner will own 60-65% of the company which counts a flagship store in Milan, at 3 via Manzoni, and which last year had revenues of 13.5 million euros, +40%.
The new partnership will allow a wider international development of the brand, without renouncing the tradition of handicraft that has been a main point of the company since the opening of its first leather goods store at 1 piazza San Babila.
Neo Capital is specialized in the development and internationalization of brand. It has investments in companies including Ladurée, Vuarnet, Obikà and Miller Harris.

 

Lo stilista francese è corteggiato da diversi investitori che vorrebbero lanciare un brand omonimo: offerte da LVMH, Li & Fung e Diesel.

The French designer is being courted by several investors looking to launch his own label: offers from LVMH, Li & Fung, and Diesel.

Secondo le ultime indiscrezioni, dopo l’annuncio dell’acquisizione di una quota attorno al 30% della griffe del 28enne Maxime Simoëns, due nuovi marchi potrebbero entrare nell’orbita di LVMH, il gruppo del lusso da 28 miliardi di euro di ricavi nel 2012, +19%, guidato da Bernard Arnault: Nicolas Ghesquière e Nicholas Kirkwood.
Messe da parte le voci che volevano l’ex direttore creativo di Balenciaga alla guida stilistica di Louis Vuitton alla scadenza del contratto di Marc Jacobs, sembra adesso che Ghesquière potrebbe debuttare con un’etichetta che porta il suo nome. Il colosso francese, però, non sarebbe l’unico intenzionato a investire nello stilista francese: si parla, infatti, anche Otb-Only the brave dell’italiano Renzo Rosso e di Li & Fung, la realtà di Hong Kong molto interessata al mondo del lusso che ha preso il controllo di Robert Clergerie, Hardy Amies e Sonia Rykiel.
A proposito, invece, dello shoe designer britannico Nicholas Kirkwood, che a gennaio durante la rassegna London collections: men ha presentato la sua prima collezione di calzature maschili, sul mercato da luglio, stando a quanto riportato dalla stampa specializzata, LVMH vorrebbe rilevare una quota di maggioranza del brand fondato nel 2005 che, al momento, conta due monomarca, a Londra e a New York. Nessuna conferma dei rumour per ora dai diretti interessati.
Nicholas Kirkwood, che ha studiato alla Central Saint Martins, è stato prima consulente stilistico di Pollini, nel 2008, per poi diventare nel 2010 il creative director dello storico marchio italiano di calzature che fa parte del Gruppo Aeffe. Durante l’ultima settimana della moda londinese ha collaborato con Philip Treacy fornendo le sue creazioni per la sfilata come anche per quella di Victoria’s Secret nel 2012.

ENGLISH VERSION

According to the latest rumors, after the announcement of the acquisition of about 30% share of 28-year-old Maxime Simoëns’ fashion house, two new brands may come into the orbit of LVMH, the luxury group with 28 billion euros of revenues in 2012, +19%, led by Bernard Arnault: Nicolas Ghesquière and Nicholas Kirkwood.
After the rumors about Balenciaga’s former creative director at the helm of Louis Vuitton at the end of Marc Jacobs’ contract were dismissed, now it seems that Ghesquière’s own label will make its debut. The French colossus may not be the only one interested in investing in the designer’s venture: other potential investor’s would be Renzo Rosso’s Otb-Only the brave and Li & Fung, the Hong Kong-based company, very interested in the luxury world, which has bought Robert Clergerie, Hardy Amies and Sonia Rykiel.
As for the British shoe designer Nicholas Kirkwood, who presented his first men’s collection in London in January, to be marketed starting from July, according to what reported by the press, LVMH would like to acquire a majority stake of the brand founded in 2005, which currently owns two stores, in London and New York. The rumors have not been confirmed yet.
Nicholas Kirkwood, a former student of Central Saint Martins, has been creative consultant of Pollini in 2008, and then has become creative director of the historic Italian footwear brand belonging to Aeffe Group in 2010. During the latest London fashion week he collaborated with Philip Treacy by providing his creations for the show, as he had already done for Victoria’s Secret in 2012.