Saint Laurent primavera-estate 2023

“Quante altre volte guarderete levarsi la luna? Forse venti. Eppure tutto sembra senza limite”, scriveva Paul Bowles ne Il tè nel deserto. Lo stesso che costringe ad attraversare la propria esistenza. In quello nebbioso di Agafay, Anthony Vaccarello decide di ambientare la sfilata uomo per la primavera-estate 2023 di Saint Laurent, la più autobiografica immaginata finora, su una passerella circolare, a cui si accede superando due cubi rivestiti di acciaio specchiato, che si snoda sensualmente intorno a un lago artificiale da cui emerge un enorme anello di luce sul finale. Un’installazione progettata in collaborazione con l’artista britannica Es Devlin che è stata interamente riciclata. E non si può non pensare al Marocco tanto amato da Monsieur Yves a partire dal 1966 quando soggiornò al Hotel La Mamounia per la prima volta: del resto, la location scelta si trova alle porte di Marrakech dove, insieme al compagno Pierre Bergé, comprarono due buen retiro, prima Dar el-Hanch e poi il più grande Dar Es Saada (vicino al giardino Majorelle, adesso, una sede del Musée Yves Saint Laurent), nei quali creava in solitudine, lontano da Parigi, le sue collezioni. In questo caso, pur non volendo fare un tributo al fondatore, bensì un riferimento a come vestiva da studente de La Cambre a Bruxelles, il designer filtra questa estetica non dimenticando nessuno dei codici stilistici della storica maison francese. Allora, i trench morbidi in lana o satin ricordano quelli indossati dal couturier, gli smoking, rivisitati con giacche dalle spalle strutturate e pantaloni ampi a vita alta, tornano nel guardaroba di lui, sebbene indossati a pelle come faceva Betty Catroux, sua celebre icona, mentre le bluse in chiffon, anche smanicate, con il fiocco avrebbero potuto essere indossate in modo irriverente da Jacques de Bacher, l’amante che condivise con Karl Lagerfeld. Prevedibili tra le splendide proposte solo i djellaba leggeri e i sandali che si alternano agli stivaletti in pelle con il tacco. Androginia, dunque, sarà la parola chiave della prossima stagione per uomini che vogliono dialogare con la propria parte femminile, esattamente come le donne lo fanno, già da tempo, con la parte maschile. Dissolvenza dei generi? La vera modernità!

Daniele S.

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