Chanel haute couture autunno-inverno 2022-2023

“Non si può demolire una o due volte all’anno tutto quello che si è fatto”, affermava Coco Chanel. Sentenza che non dev’essere sfuggita a Virginie Viard che nella haute couture per l’autunno-inverno 2022-2023 di Chanel sembra voler riprendere il tema della stagione precedente. Cambia, però, il luogo optando, insolitamente, per l’Étrier de Paris, il maneggio nel Bois de Boulogne, allestito giocosamente, ancora una volta, dall’artista contemporaneo Xavier Veilhan. Per il resto, un ritorno al passato per la stilista che, pragmaticamente, spazia dagli anni ’20 e ’30, curiosamente un periodo successivo della biografia della fondatrice, quando era già, ormai, lontana dalle corse equestri, agli anni ’90 e ’00 di Karl Lagerfeld di cui, chiaramente, ha rispolverato l’estetica negli archivi. Si alternano, allora, tailleur in tweed costituiti da giacche strette, gonne a corolla e pantaloni stretti sul polpaccio da bottoni abbinati a cappotti che si aprono in pieghe di voile (da notare che uno, contrariamente a quello che accade, generalmente, nelle sfilate couture della maison di rue Cambon, mostra, seppur in miniatura, il logo della doppia C) e cappelli (che richiamano gl’inizi di Mademoiselle), abiti in pizzo resinato, in tulle ricamato di foglie, in chiffon bordato di piume o in paillette con motivi Art Déco realizzati da Lesage. Sovrapposizioni, balze e fiocchi di cristalli per segnare la vita. Gli unici accessori presenti sono i ricorrenti stivali da gaucho e i gioielli che richiamano il cosmo della collezione di alta gioielleria del 1932. Tutto molto equilibrato, ma senza particolari rivoluzioni. Portabile, ma borghese. Troppo poco per la gloriosa griffe francese: Gabrielle Chanel non si sarebbe accontentava di vestire le donne ricche. Voleva, deliberatamente, sconvolgerne lo stile.

Daniele S.

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