Christian Dior haute couture autunno-inverno 2022-2023

Da donna a donna? Maria Grazia Chiuri, già dal suo esordio, ha puntato su un approccio femminile e femminista che non può mancare anche nella haute couture per l’autunno-inverno 2022-2023 di Christian Dior. Iniziando dall’allestimento, nella solita struttura nel giardino del Musée Rodin, per cui, questa volta, sceglie una serie di arazzi ricamati dell’artista ucraina Olesia Trofymenko, conosciuta attraverso una mostra al MAXXI di Roma, realizzati dalla Chanakya School of Craft, la scuola di Mumbai con cui la stilista collabora da tempo. Un dialogo non pregiudiziale tra arte e artigianato con l’albero della vita a unire tutte le forme di creazione che nel territorio della/e tradizione/i ritrovano la loro essenza. Un simbolo forte in tutte le culture, con le doverose diversità, che diventa particolarmente significativo nella contemporaneità per sottolineare un’esigenza di rinascita. E le tridimensionali lavorazioni manuali, spesso, invisibili degli atelier parigini, ma anche dei piccoli laboratori che hanno bisogno di essere (ri)scoperti e tutelati (per citare un nome, la giovane Aurelia Leblanc che si è occupata dei materiali per le ultime tre stagioni), sono i protagonisti di una collezione costruita su cappotti e abiti di lana, cashmere, cotone, seta e pizzo, sebbene quest’ultimo non appartenga esattamente al repertorio della maison di avenue Montaigne, intervallati da sequenze di patchwork o check e impreziositi da passamanerie e punti smock interconnessi ai plissé. Pochissime giacche (la Bar è ricoperta da un tessuto smoke montato in verticale) per puntare su linee apertamente fluide. Ai piedi sandaletti o stivaletti in rete. La leggerezza di gesti ricorrenti sembrerebbe la chiave vincente per alleggerire il peso delle scelte. E non solo quelle a proposito del guardaroba. Memoria ed emozione: le stesse che, probabilmente, ricercano tutti coloro i quali decidono di affollare ogni giorno La Galerie aperta all’interno degli spazi storici di Monsieur Christian. Un’esperienza più inclusiva della sfilata.

Daniele S.

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