Celine primavera-estate 2023

Cosa rimane? Questa volta è Celine a chiudere l’edizione dedicata alla primavera-estate 2023. E Hedi Slimane torna, dopo qualche stagione, in passerella a Parigi scegliendo il Palais de Tokyo come cornice: “Dysfunctional Bauhaus” è il nome di una collezione che vorrebbe, nelle intenzioni, essere antisistema, per combattere quell’omologazione che, qualunque essa sia, si sta diffondendo capillarmente. Quella che, in un periodo d’incertezza come quello contemporaneo, appare come rassicurante. Ma, se l’offerta dei diversi stilisti risulta altamente contraddittoria e sicuramente irrilevante, cosa scegliere? Nel caso specifico, il suggerimento è di puntare su giacche ricamatissime anche di frange, bomber impunturati in paillette come i cardigan, cappotti in pitone, completi sartoriali che sembrano mosaici multicolor, giubbotti e pantaloni in pelle abbottonati sul fondo, maxi felpe stampate con paesaggi tropicali, maglioni in mohair, camicie in seta con il fiocco, tuniche in chiffon dallo scollo a V vertiginoso che somigliano ad abiti, t-shirt trasparenti in rete, talvolta, croppate o che riportano il titolo della sfilata, tute profilate di cristalli, jeans sdruciti, bermuda camouflage dotati di pratici tasconi e boxer in popeline. Come accessori, slip-on animalier, anfibi con platform o stivaletti con la punta metallizzata da indossare con il calzino. Riferimenti subculturali che vengono da lontano se si pensa al vissuto professionale del designer. Libere autocitazioni che evidenziano una verità incontrovertibile: allontanandosi dallo Zeitgeist, ognuno ha preferito limitarsi a quello che sa far meglio senza arrischiarsi, anche con spericolato azzardo, a (ri)cercare possibilità effettive di cambiamento.

Daniele S.

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