Y/Project primavera-estate 2023

La personalizzazione è la chiave dell’innovazione? L’ha sempre pensato Glenn Martens e non fa eccezione la primavera-estate 2023 co-ed di Y/Project, in scena nel giardino del Lycée Victor Duruy, di cui è al timone creativo dal 2013. In questo caso, immagina un dialogo con il consumatore che sceglie come indossare i suoi capi con i quali, giocando e sperimentando, può riscoprire la propria individualità. La versatilità, infatti, è garantita dalla modularità delle proposte, cifra identitaria del marchio, che permette di stravolgere le vestibilità tradizionali attraverso una serie di aperture strategiche che conferiscono una nuova forma o funzione di maglioni e camicie, di drappeggi resi possibili dai fili metallici integrati che percorrono trench, giacche, gonne e pantaloni con i tasconi stretti dalla coulisse in jeans e consentono di creare le celebri arricciature, ma anche che diventano invisibili quando sostengono (e sospendono!) top e abiti, o di bottoni automatici e zip che uniscono o separano pannelli rimovibili su giubbotti e tuniche in pelle scolorita. Effetti che si ritrovano invariati sugli accessori, cinture che si arrampicano, stivali over a punta che si accartocciano e borse rigide che si piegano. Ancora una volta, torna la co-lab con Melissa per stivali western in gomma trasparente ispirati ai vasi, ma, soprattutto, quella con Jean Paul Gaultier, anticipata con il prêt-à-porter della scorsa stagione e segnata dalla nomina a guest designer della haute couture per la primavera-estate 2022 di Jean Paul Gaultier, che si concretizza con pezzi che riproducono trompe-l’œil quelli più iconici in passerella. Stampe che accompagnano quelle dei tattoo del corpo di un ragazzo britannico ubriaco che il designer belga ha incontrato quando stava disegnando la collezione. Da notare, infine, gli orecchini, talvolta, mono, con irriverenti dita medie alzate o rose laccate, le stesse che formano rigide gorgiere o profilano i sandali che si avvolgono sulla caviglia. Cosa cambia? L’attitudine!

Daniele S.

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