Burberry autunno-inverno 2022-2023

Decostruzione e ricostruzione? Il metodo di lavoro migliore per il re-branding di un marchio storico: innovazione, magari, dissacrazione, ma nel rispetto della tradizione. Ed è il percorso seguito da Riccardo Tisci come direttore creativo di Burberry che, dopo due anni a causa dell’emergenza sanitaria e una co-lab con Supreme, torna a sfilare fisicamente sebbene fuori dai calendari ufficiali delle fashion week. L’autunno-inverno 2022-2023 in passerella all’interno del Central Hall Westminster, pur essendo una collezione co-ed, separa, comunque, tempisticamente il menswear dal womenswear. Talvolta, anche esteticamente. Scomposizione e ricomposizione dei codici, una diversa fluidità, nel primo caso, una diversa funzionalità nel secondo. Tra campagne e subculture. Per lui, che scende dalle scale in legno dell’emiciclo, si realizza con cappotti e bomber con i colli che si abbassano per formare delle stole in eco pelliccia o montone da indossare su completi sartoriali sezionati, felpe o polo imbottite o che sembrano corsetti, pantaloni che si alzano per somigliare alle tute o si trasformano in gonne tubolari. Per lei, che sale su tavole con mise en place griffate, invece, i trench diventano abiti, lunghi o corti, monocromatici o a pois, si riempiono, spesso, di piercing e si accostano field jacket trapuntante, twin-set sui quali ritorna il logo del 1901, quando la maison si chiamava ancora Burberrys e scomparso, poi, insieme alla linea Prorsum, riproposto in cristalli, camicie in velluto o in patchwork di pelle di agnello e kilt asimmetrici. Coordinati, nel motivo check, i cuissard che si arrampicano sulla gamba. Un allontanamento dalla classicità della britannicità a favore della libertà (tanto cara al fondatore Thomas Burberry) della contemporaneità? O, semplicemente, un allargamento del target di riferimento? Non si deve mai dimenticare, però, che i cambiamenti più longevi sono quelli più graduali.

Daniele S.

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