Chanel autunno-inverno 2022-2023

“Eaton Hall avrebbe potuto essere disgustosa… Capisce cosa voglio dire?”, diceva Coco Chanel riferendosi al periodo in cui è stata amante del secondo Duca di Westminster dal 1924 al 1939. Lo stesso in cui, dopo il jersey, decise di utilizzare un altro materiale povero, ma pratico, il tweed, nelle sue creazioni prendendo spunto dalle giacche di Bendor e della servitù: dal 1926 al 1931, infatti, la sua moda divenne chiaramente inglese. Dopo i riferimenti a Royallieu, Virginie Viard, quasi parallelamente, richiama, adesso, un altro momento della vita della fondatrice quando, per non annoiarsi, andava alla scoperta delle fabbriche tessili al confine tra Scozia e Inghilterra, delimitato dal River Tweed, rappresentato, in questo caso, figurativamente dalla passerella. Così, per l’autunno-inverno 2022-2023 di Chanel immagina una serie di tailleur nell’iconico tessuto, ricoperto, talvolta, di peluche o illuminato di paillette, con il quale avvolge anche l’interno del Grand Palais Éphémère che accosta a trench over in pelle coordinati ai pantaloni zippati, cardigan pieni di camelie in maglia come le gonne, shorts in jeans e abiti in pizzo stretti da fiocchi. E se le borse chiuse da croci sono rigorosamente coordinate all’abbigliamento, spesso, con effetti patchwork, le scarpe, al contrario, alternano slingback a punta in vernice e stivali logati in gomma, più o meno alti, entrambi da portare sempre sopra i calzettoni in lana, com’era solita fare Mademoiselle, stando a immagini dell’epoca. Non mancano, infine, i gioielli tra i quali spiccano, in mezzo alle celebri catene, collane con i ciondoli a forma di cuore con la doppia C. Un riferimento al fatto che, in quegli anni, era innamorata? Se, l’amore si estinse, nessuna come lei sapeva quando andarsene dato che non avrebbe mai accettato di fare la moglie a Londra, sopravvisse la grazia di un certo cattivo gusto che ha segnato uno stile. Quel tipo di eleganza che, decisamente, la stilista ha saputo interpretare.

Daniele S.

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