Valentino autunno-inverno 2022-2023

Come si può arrivare a percepire “l’autenticità delle persone”? Secondo Pierpaolo Piccioli utilizzando un solo colore che, nel caso della “Valentino Pink PP Collection”, co-ed com’è diventata consuetudine, per l’autunno-inverno 2022-2023 è appunto il Pink PP (temporaneamente, si spera, mette da parte l’iconico rosso della maison romana) con cui tinge, perfino, il Carreau du Temple scelto, ancora una volta, per la sfilata. L’invito, curato da Douglas Coupland, era già indicativo. Una monocromia radicale, inclusivamente desemantizzata, che diventa esistenziale per amplificare un messaggio di libertà, ma anche d’amore perché, come afferma a voce lo stilista stesso prima dell’inizio, “Love is the answer. Always”. E, allora, su una serie di rampe si alternano cappotti in lana segnati in vita da fiocchi, cappe di marabù, completi formati da giacche e pantaloni ampi, bluse in chiffon, talvolta, piene di ruche, canotte trasparenti, abiti bustier in pizzo o decorati in fiori tridimensionali di cristalli e tute in paillette. Se il cambiamento è sempre accompagnato da un forte senso di verticalità, altissimi sono i plateau delle décolleté coordinate in vernice per lei che s’interfacciano alle più comode sneakers per lui. Entrambi, invece, portano borse di tutte le dimensioni, chiuse da maxi borchie e guanti che salgono sopra al gomito. Un cortocircuito straniante che rappresenta un altro esempio di risignificazione valoriale: rifuggendo da ogni omologazione di genere (sebbene quello maschile sia meno rappresentato di quello femminile), si trasforma in manifesto attraverso la saturazione visiva e la polarizzazione sensoriale. Scompare la narrazione superflua per creare un’identità o, più semplicemente, per sospendere un momento. Qualora fosse possibile, sarebbe altrettanto auspicabile un tentativo di renderlo migliore.

Daniele S.

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