Hermès autunno-inverno 2022-2023

Cosa cavalca la moda? Il cambiamento che, però, per alcune maison storiche trova una raison d’être nelle proprie radici. Come il mondo equestre, così emblematico per Hermès, se si considera che la sua storia iniziò nel 1837 proprio con un laboratorio specializzato in briglie e selle su misura, aperto da Thierry Hermès al numero 56 della non più esistente, dopo le modifiche urbanistiche del 1856, rue Basse-du-Rempart, curiosamente, poco lontano da dove Louis Vuitton, successivamente, fabbricò bauli. Per l’autunno-inverno 2022-2023 che sfila all’interno della Garde Républicaine, allora, Nadège Vanhee-Cybulski non fa che tornare alle origini immaginando un’amazzone sofisticata che non rinuncia, d’altra parte, alla propria femminilità. Su una passerella di sabbia si alternano cappotti e blouson in shearling o in loden con chiusure a passante, completi pantalone o gonna in cui strisce in pelle sono intervallate da altrettante in voile, camicie in seta piene di ruche che sembrano quelle degli ufficiali ottocenteschi, tute, jodhpur e short zippati in lana. Tra gli accessori, degni di nota sono le cinture Collier de Chien, mini Kelly ridisegnate da portare a tracolla e i comodi stivali in suède con i gommini alti fino sotto al ginocchio, una rivisitazione urbana di quelli utilizzati per andare a cavallo, da portare sopra calzettoni e scaldamuscoli in cashmere. Come sempre, l’eccellenza risiede nel dettaglio di capisaldi intramontabili del guardaroba e, quindi, fortemente desiderabili. Un’eleganza estremamente francese e spiccatamente contemporanea, nei suoi accenti più sportivi del solito, che rimane altamente rassicurante: perché, mai come in questo momento, tutti hanno bisogno di certezze.

Daniele S.

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