Bottega Veneta autunno-inverno 2022-2023

Tradizione o evoluzione? Entrambi si fondono nell’autunno-inverno 2022-2023 di Bottega Veneta al suo rientro a Milano: l’esordio del direttore creativo Matthieu Blazy che lo scorso novembre ha preso il posto lasciato improvvisamente da Daniel Lee, infatti, recupera le origini del marchio vicentino fondato nel 1966 e da Michele Taddei e Renzo Zengiaro e famoso, da sempre, per la trama dei suoi prodotti, l’iconico “Intrecciato”, ma, contemporaneamente, va in scena a Palazzo San Fedele, realizzato tra il 1870 e il 1872, sede storica del Teatro Manzoni e che, entro la fine del 2023, ospiterà nei suoi 10mila metri quadrati quella della griffe. Sebbene attualmente in fase di restauro, non poteva esserci cornice migliore, tra muri in cemento ancora da spazzolare sui mattoni a vista e sedute in acciaio riciclato e pressato dopo essere stato raccolto in discarica (chissà se sarà riproposto nelle boutique!), per proporre una visione in fieri che, al momento, sembra chiaramente distaccarsi dalla precedente. Nella sua discontinuità, il guardaroba co-ed, prevalentemente in pelle, andrà a comporsi con completi, camicie a righe allungate posteriormente, canotte basic, jeans, abiti che hanno le spalline tubolari imbottite o le sottogonne di frange. Intrecciate, ovviamente, scarpe come i cuissard indossati sia da lei che da lui e borse come la Kalimero bag, un pezzo unico senza cuciture. Costituiscono, d’altra parte, un’eccezione, ma non nell’altissima qualità artigianale, cappe in eco pelliccia, maglioni artisticamente lavorati e sottovesti in tulle ricamato, illuminato di paillette, che scoprono la lingerie. Un’eleganza scultorea e, allo stesso tempo, dinamicamente proiettata in avanti, che s’ispira all’opera futurista di Umberto Boccioni “Forme uniche della continuità nello spazio”. Minimale e atemporale lo stile pragmatico e lussuoso che segna l’inizio promettente di un viaggio che sarà accompagnato da ulteriori novità attese per l’anno prossimo tra cui il lancio di nuove fragranze e il ritorno dell’arredamento.

Daniele S.

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