Gucci autunno-inverno 2022-2023

Qual è il potere fantasmagorico della moda? Quello di alterare una percezione congelata? O, magari, semplicemente assuefatta? È quasi naturale immaginarlo se Alessandro Michele, per il ritorno di Gucci, dopo circa due anni, a Milano, sceglie una passerella specchiata che suggerisce una trasfigurazione visiva della realtà. E che, nella sua moltiplicazione, genera una serie di nuove letture interpretative. Alcune anche distorte. Allora, nell’ottica in cui speculazioni producono contaminazioni, l’autunno-inverno 2022-2023, in passerella, com’era consuetudine, all’interno del Gucci Hub di via Mecenate, non può che rappresentare una manipolazione del patrimonio estetico della griffe della doppia G. A cui si aggiunge, non a sorpresa, un ulteriore elemento: rendere l’ipnotica collezione co-ed Exquisite Gucci l’occasione più adatta per svelare la co-lab con adidas, adidasxGucci, che si manifesta su cappe bordate di peluche, completi in tartan con motivi che presentano il doppio logo sovrapposto e il patch Gucci 1921 Metamorfosi, overall in maglia, sneakers, stivali, cuffie, cappelli da baseball e guanti a cui vengono accostati perfecto borchiati, camicie con il colletto pieno di cristalli, bluse in pizzo, pantaloni e gonne in pelle. Immancabili, tra gli accessori, le reinterpretazioni di stagione della Gucci Bamboo 1947, della Gucci Horsebit 1955 e della Jackie 1961. Un guardaroba poliedrico in cui uomo e donna si confondono, seguendo infinite rifrazioni di una biunivoca fascinazione, diventando portatori di messaggi. Come ordine e disordine. Incroci o incantesimi caleidoscopici che contribuiranno alla ridefinizione del lusso? Sicuramente, sperimentazioni che rifuggono l’inerzia dell’immaginazione e diventano, al contrario, catalizzatori non indifferenti per l’espressione della creatività. Di correzione e di corruzione. E, in momenti segnati da cambiamenti epocali come quello attuale, dovrebbero essere considerati un’immancabile opportunità di una progressista trasformazione. O, se non altro, per riscoprire l’equazione secondo la quale vestire è sedurre. Se stessi e gli altri.

Daniele S.

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