Raf Simons autunno-inverno 2022-2023

Suggestioni visive? Con l’autunno-inverno 2022-2023 di Raf Simons, questa volta, presentato digitalmente il designer belga abbandona le esplorazioni esistenziali delle ultime stagioni per concentrarsi su quelle formali. Immaginando, probabilmente, un mondo possibile o, almeno, auspicabile. Quale momento migliore, del resto, di questo attuale sconvolto da un’emergenza sanitaria giunta, si spera, a una svolta? Il punto di partenza, più evidente del solito, è rappresentato dall’opera del 1559 di Pieter Bruegel il Vecchio “Proverbi fiamminghi” nella quale è raccolto un numero di scene (118 secondo alcune fonti, 126 secondo altre) che illustra un numero ancora maggiore di proverbi. Ed è proprio quella centrale “Il mantello blu” a ispirare il guardaroba co-ed del cambiamento che sfila in uno spazio dove tra i muri di mattoni scrostati spiccano un lampadario di cristallo e sedute barocche ricoperte di drappi rossi: le mantelle in lana, allora, si sviluppano dai cappelli disegnati insieme a Stephen Jones, o si portano al contrario quando sono percorse da trompe-l’œil pittorici, i bomber in nylon si allungano per trasformarsi in abiti, i cappotti e le giacche in lapin che perdono le maniche s’ingigantiscono e s’indossano sopra i completi sartoriali illuminati dalle consuete grafiche, in questo caso, un’opportuna “Altered Reality”, la maglieria segnata da patch identitari, Raf Simons Antwerp Grande Fête de Nuit, gli overall in vinile come le bluse che sembrano grembiuli e i pantaloni in velluto pieni di plissé. Non mancano gli accessori tra i quali figurano gli stivali dal tacco sagomato e gli zaini con maxi fiocchi che diventano prolungamenti vestimentari (indubbia è l’influenza estetica di Miuccia Prada con la quale è co-direttore creativo di Prada) accanto alle, ormai consuete, casse toraciche e mani ossute di uno scheletro trasfigurate, rispettivamente, in orecchini e bracciali. Una metafora della cieca follia della contemporaneità? Sicuramente, la moda, più che mai, ha bisogno di ritrovare una direzione. Insieme, magari, alla capacità di veicolare messaggi, anche scomodi, che possano davvero fare la differenza.

Daniele S.

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