Fendi Couture haute couture primavera-estate 2022

Qual è il messaggio della haute couture? Non è chiaro quello di Kim Jones per la primavera-estate 2022 di Fendi Couture che, per la prima volta, ha sfilato fisicamente, a causa dell’emergenza sanitaria, all’interno del Palais Brongniart, se non il fatto di omaggiare Roma, rappresentata già negli archi metallici dall’aspetto virtuale nelle loro illuminazioni al neon che ricordano quelle del Palazzo della Civiltà Italiana, sede della maison. La capitale italiana è eterna, senza tempo. Come tale, allora, trasuda una certa spiritualità. “Non necessariamente religiosa, ma qualcosa che è radicato negli strati evolutivi della sua storia”, afferma il designer britannico, che si ritrova anche su cappe in velluto o in visone dipinte a mano con statue classiche, giacche chiuse da ganci, abiti bustier drappeggiati e tuniche in paillette o dai ricami barocchi ispirati alle facciate dei palazzi e alle fontane che si possono ammirare passeggiando per la città. Degne di nota le scarpe che sembrano sculture, dal tacco invisibile, sollevate su plateau vertiginosi. Le calze, infine, protagoniste com’è accaduto su altre passerelle, in quest’occasione, si riempiono di decorazioni floreali. Papesse misteriosamente assertive che regnano incontrastate nelle loro cattedrali immaginarie. O che, più semplicemente, si limitano a mostrare l’eccellenza di lavorazioni artigianali che impreziosiscono i capi, ma anche i gioielli disegnati da Delfina Delettrez. In conclusione, cosa rimane di questo ritorno, per quasi tutte le griffe, alle passerelle? La tendenza che si sta gradualmente rafforzando di rendere l’empireo dello stile un laboratorio di sperimentazione sociale. Nel caso riuscisse ad abbandonare definitivamente l’approccio formulaico del passato potrebbe garantirsi un futuro diverso dalla semplice sopravvivenza di un mondo superato che si limita a vendere vestiti per pochi/e eletti/e.

Daniele S.

Back to top