Prada autunno-inverno 2022-2023

Qual è il valore della quotidianità? Miuccia Prada e Raf Simons provano a rispondere a questo interrogativo con l’autunno-inverno 2022-2023 di Prada che torna a sfilare fisicamente nel Deposito della Fondazione Prada dove sono state sistemate poltrone di velluto che lo fanno somigliare a un teatro o un cinema. Un osservatorio, progettato dallo studio AMO, dal quale analizzare la contemporaneità a iniziare dall’importanza del lavoro all’interno della società. “Body of Work”, infatti, è il titolo di una collezione dall’eleganza pragmatica che pone al centro il classico, punto di partenza fondamentale per dare significato all’uniforme moderna, disturbato, però, come di consueto nonostante in modo meno spiazzante, da elementi dissonanti che si trasformano concretamente in pretesti di riflessione. A contrasto, allora, si ritrovano accostati o, talvolta, sovrapposti senza alcuna gerarchia bomber in re-nylon dalle proporzioni over, stretti in vita da una cintura alla quale è attaccata l’iconica micro pochette triangolare, cappotti e completi sartoriali dalle spalle strutturate, dolcevita logati e overall, deux-pièces, in seta tech, pelle e cotone di lusso con gl’immancabili guanti coordinati. Un guardaroba formale destinato a durare nel tempo, interrotto solamente da inserti in mohair sulle maniche e sui bordi, che viene completato da stivaletti con la punta squadrata tanto cari al designer belga di cui si ritrovano tanti riferimenti come, per esempio, quelli all’autunno-inverno 2012-2013 di Jil Sander non solo estetici, ma anche concettuali. Com’è cambiata la definizione di mascolinità da allora? I suoi archetipi sono inesorabilmente destinati a diventare stereotipi? Dopo tutto, in realtà, cos’è disposto ad acquistare un uomo? Senza discostarsi molto dalla visione del duo proposta dal loro debutto alla co-direzione creativa della griffe milanese, al momento, centrale vuol’essere la celebrazione dell’impegno umano a tutti i livelli per definire un messaggio di cambiamento. Sicuramente, rappresenta una necessità che, ormai, non è più rimandabile.

Daniele S.

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