Chanel Métiers d’Art 2021/22

“Per essere insostituibili, bisogna essere diversi”, sosteneva Coco Chanel che, durante tutta la sua vita, ha fatto dell’unicità un valore. La maison di rue Cambon, allora, da sempre manifestazione del pensiero della fondatrice, non poteva che continuare a perseguire l’obiettivo raggruppando undici dei laboratori artigianali appartenenti alla controllata Paraffection all’interno di le19M, tra i quali, Lesage (pizzi), Atelier Montex (ricami), Massaro (calzature), Lemarié (fiori), Maison Michel (cappelli), Atelier Lognon (plissé), Desrues (bottoni) e Goossens (bijoux): 19 come le collezioni che, dal 2002, celebrano questo eccezionale savoir faire, l’arrondissement parigino in cui si trova, vicino a Porte d’Aubervilliers o uno dei numeri magici di Mademoiselle, nata il 19 agosto 1883 mentre M come Mains, Mode, Métiers e Maisons, capisaldi irrinunciabili per la griffe francese. E nell’edificio di oltre 25,5mila metri quadrati, progettato dall’architetto Rudy Ricciotti, che, attraverso un gioco di fili di cemento bianco, sembra voler visualizzare la complessità di ordito, trama e sbieco, va in scena anche la Métiers d’Art 2021/22, disegnata da Virginie Viard. Lo spazio, insolitamente minimal, valorizza una collezione “metropolitana”, come la definisce la stilista, costruita su bomber e cardigan oversize in tweed che, spesso, sostituiscono la giacca, bordati, sulle maniche, da piume, illuminati da graffiti logati di cristalli o arricchiti da tasche che riproducono la superficie esterna della struttura, crop top e culotte in maglia, gonne in pelle e jeans délavé dall’animo marinière arricciati in vita e sul fondo, pieni di doppie C tridimensionali, come le cinture chiuse dagl’iconici leoni. Immancabili le Mary Jane bicolori o le croci in tutte le grandezze da portare al collo, insieme a cascate di perle, ma anche sui polsi o in vita. Femminile e discreta. La sopravvivenza di questo prezioso patrimonio d’eccellenze non può che accompagnarsi a quella dei codici che, una volta di più, trovano una traduzione contemporanea la quale dev’essere imperativamente attenta alle logiche del mercato. Questa volta, con una resa estetica maggiormente riuscita.

Daniele S.

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