Miu Miu primavera-estate 2022

Cosa rimane? Mai interrogativo è stato più opportuno considerando la primavera-estate 2022 di Miu Miu. Miuccia Prada si concentra sul taglio, un’operazione radicale, che segna una ferita, quella di una società sconvolta quando non smarrita, o una rottura con quello che è stato che si spera, in qualche caso, di non rivivere più. Ovviamente, non tutto: la sfilata, infatti, torna nella sua consueta ambientazione al Palais d’Iéna malgrado l’allestimento che, questa volta, prevede una passerella progettata dallo studio AMO che si snoda tortuosamente tra sedute che gli architetti Charles e Ray Eames hanno pensato per gli uffici. Nel caso specifico, però, somiglia più a un osservatorio della vita reale, per comprendere il suo significato. Come dimostrano le installazioni binocolari dell’artista marocchina Meriem Bennani. Gli archetipi del guardaroba, allora, vengono rielaborati e, soprattutto, valorizzati sforbiciando a vivo capi ordinari come trench, giacche, maglioni con le trecce, camicie botton-down e pantaloni che diventano minigonne e svelano l’intimo logato sottostante, non seguendo un processo di decostruzione bensì di ribellione. Forse, è giunto il momento di rimettere davvero in discussione le regole (del vestire!) anche, perché no, attraverso il confronto. Si salvano solo, talvolta, stravolte nelle proporzioni, tuniche scolorite e ricamate con fiori in jais. Ai piedi di quella che sembra una collegiale in piena irrequietezza adolescenziale, mocassini a punta e sneakers 574 in denim sfilacciato realizzate in co-lab con New Balance da indossare con il calzino. “Non c’è alcuna frivola invenzione o nuova moda”, dichiara la stilista, ma una celebrazione rivoluzionaria dell’essenziale. “Basic Instincts”, come il titolo della collezione. Se, d’altra parte, la mancanza di eccessi potrebbe anche essere letta positivamente, un po’ meno lo è la difficoltà attuale del fashion system di proiettarsi verso un imprevedibile futuro preferendo, poche eccezioni escluse (e non sempre totalmente riuscite), rivolgersi verso un rassicurante passato, come si è potuto rilevare dal primo ritorno, fisicamente s’intende, alle fashion week. E domani? Al momento, rimane un’incognita con la quale nessuno ha intenzione di interfacciarsi.

Daniele S.

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