Hermès primavera-estate 2022

Libertà? O liberazione? Entrambe potrebbero andar bene dopo un anno e mezzo di emergenza sanitaria che ha attanagliato il mondo. E come non immaginarle nell’aeroporto dei voli privati? Un hangar a Le Bourget, a 20 chilometri circa da Parigi, infatti, è il luogo dove Nadège Vanhee-Cybulski ambienta fisicamente, con qualche scomodità di collegamento, la primavera-estate 2022 di Hermès. Magari, per partire alla ricerca di orizzonti dorati come quelli dell’allestimento rotante dell’artista Flora Moscovici che, sul finale, si apre per svelare una pista d’atterraggio. L’idea è venuta alla stilista passeggiando in rue de Valois di fronte all’impalcatura del Ministère de la Culture: le tele dipinte a mano di Panoramas, 12 di 6 metri di altezza e 9 di lunghezza disposte circolarmente e 5 di 7 di lunghezza a fare da sfondo dovrebbero rappresentare lo spirito della ripresa che si accompagna a un guardaroba comodo e sensuale, anch’esso imperativo della contemporaneità. Al suo interno, non potranno mancare, allora, trench in lana profilati di pelle e mini borchie, crop top, bustier e pantaloni stretti in vita da una coulisse e accessoriati di pratici tasconi anch’essi in pelle con sofisticatissime lavorazioni a effetto rete o in impalpabile garza di seta, spesso, percorsa dalla stampa di stagione, ma anche overall in cotone plissé. Ai piedi sandali con platform e, talvolta, un calzino di nappa incorporato. Poche, rispetto al solito, le borse tra cui spicca il bauletto cilindrico con morsetto equestre come manico. Proposte dalle forme semplificate, caratterizzate da una leggerezza aerea (è proprio il termine appropriato!), che, però, al momento stesso, risulta protettiva. Un lusso discreto, ma molto giovane, mercato sul quale, come tante altre realtà, anche la maison di rue du Faubourg Saint-Honoré sta, evidentemente, puntando.

Daniele S.

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