Raf Simons primavera-estate 2022

Quanto è importante la resilienza? La domanda trova una risposta con la primavera-estate 2022 di Raf Simons in scena fisicamente al Palais Brongniart. Intesa, naturalmente, come quell’adattamento sociale alle perturbazioni creative generate dalla moda che dovrebbero, tra l’altro, stimolare la riflessione, avviare il confronto e, perché no, entrare alla fine anche all’interno del guardaroba individuale. La correlazione tra l’abbigliamento e il genere è sempre stata abbastanza dibattuta, senza, però, addivenire a una visione che potesse considerarsi lontanamente esaustiva. Il designer belga, quindi, si chiede: possono esistere capi adatti indifferentemente per lui o per lei, che non siano diversi se non nella percezione di chi l’indossa e di chi li guarda? Una sperimentazione da non sottovalutare, soprattutto, se fosse in grado di fornire risultati potenzialmente validi. Magari, partendo dal presupposto d’infrangere le regole, il numero delle possibilità aumenterebbe enormemente. L’elemento comune di questa sfilata co-ed, allora, è un grembiule tagliato a vivo, arricciato sul collo attraverso una coulisse in tessuti moiré effetto nylon coordinato al bomber o indossato su monocromatici completi sartoriali quando non sono vivacemente sporcati da grafiche ispirate ai concerti metal con la gonna, nella versione maschile percorsa da un taglio frontale per farla somigliare a un bermuda o in quella femminile piena di pieghe. Da abbinare a maglioni jacquard completati da dettagli in rete e camicie oversize con i gemelli su cui si distinguono patch, dall’animo vintage, orgogliosamente identitari, R. Simons carefully crafted in Antwerp, Belgium o più discreti ricami di una R., talvolta, accostata anche ad una S. Ritorna il riferimento alla morte, questa volta, probabilmente, dei codici tradizionali che viene accennata nei gioielli metallici, bracciali a forma di mani ossute di uno scheletro che fermano le maniche cambiandone i volumi. Le calzature, d’altra parte, sono un elemento di differenziazione, rispettivamente, stringate e décolleté, entrambe indossate, però, con il calzino. Indubbia l’influenza dell’estetica di Miuccia Prada con la quale è co-direttore creativo di Prada, soprattutto nei riferimenti all’uniforme borghese: nonostante tutto, le proposte risultano meno ribelli del solito. “Flash di un romanticismo futuro in un mondo pieno di rumore”, come si legge nelle note?

Daniele S.

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