Dries Van Noten primavera-estate 2022

Si può tornare a far festa? Nonostante l’allentamento delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, Dries Van Noten ha scelto di non sfilare fisicamente a Parigi, ma di puntare ancora, per il momento, su un video girato ad Anversa da Albert Moya per presentare digitalmente la primavera-estate 2022. Tuttavia, decide creativamente di reagire all’anno e mezzo appena trascorso con un ideale Holi indiano della rinascita: “una festa d’amore, di gioia condivisa in un’esplosione di colori audaci e di emozioni”, si legge. O, magari, una Tomorrowland, come il festival di musica elettronica che si svolge in Belgio, con quel senso di comunità unico, seppur nella diversità, che si ritrova, parallelamente, anche sui capi che s’indossano. Nel lookbook, scattato da Rafael Pavarotti, “il familiare diventa misterioso ed esotico mentre le immagini si confondono ed emerge una visione dilatata della vita”. S’intravedono, dunque, cappotti movimentati da frange in maglia, completi sartoriali in jacquard dalle forme scultoree sui quali le stampe a fiori diventano disegni astratti (talvolta, sembrano, addirittura, fuochi d’artificio, giusto per rimanere in tema!), bluse dalle maniche esagerate piene di fiocchi e volant, top presi in prestito dalla lingerie, gonne illuminate da ricami di pietre e perle e tuniche attraversate da strategiche coulisse. Sperimentazioni, quasi couture, cromatiche e materiche che cavalcano l’onda di un’euforia autenticamente liberatoria. Del resto, alle crisi seguono sempre fasi transizionali in cui si cerca, a contrasto, di abbattere ogni limitazione. Un’energia collettiva che si tradurrà in una nuova voglia di tornare a vivere? E, conseguentemente, stimolerà il consumatore a rinnovare il guardaroba? Se non avverrà, rimarrà, comunque, l’invito del designer belga: “Portate la passione la gioia! Che la festa abbia inizio!”. Sperando, nonostante si stia, apparentemente, interrogando su quale possa essere il sistema più performante per svelare le proposte, di rivederlo presto in passerella.

Daniele S.

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