Valentino haute couture autunno-inverno 2021-2022

Arte o moda? Pierpaolo Piccioli sceglie un dialogo tra questi due linguaggi accomunati dal processo creativo per la haute couture dell’autunno-inverno 2021-2022 di Valentino che, questa volta, fa sfilare alle Gaggiandre presso l’Arsenale di Venezia, il più vasto centro produttivo d’epoca preindustriale, prima, sede dei cantieri dove si costruivano le flotte e, adesso, luogo espositivo della Biennale. E decide di confrontarsi con artisti come Joel S. Allen, Anastasia Bay, Benni Bosetto, Katrin Bremermann, Guglielmo Castelli, Maurizio Cilli, Danilo Correale, Luca Coser, Jamie Nares, Francis Offman, Andrea Respino, Wu Rui, Sofia Silva, Alessandro Teoldi, Patricia Treib, Malte Zenes con la partecipazione di Kerstin Brätsch in un progetto a cura di Gianluigi Ricuperati per raccontare, rielaborando prospettive diverse, un momento storico. Una community che non deve produrre una t-shirt, souvenir da museo, ma convergere in una condivisione di valori che stimolino la formulazione di un messaggio. Perché no, anche politico. Sotto alle file di archi in muratura si alternano, allora, gli abiti chiamati con i nomi di coloro i quali hanno contribuito a realizzarli insieme al nome dell’artista. Dalle opere bidimensionali si arriva ai capi tridimensionali, per citarne alcuni, in organza ricamata di paillette, in duchesse con intarsi o in taffeta plissé arricchiti, talvolta, da cappe che sembrano trompe-l’œil. L’offerta maschile spicca con cappotti in cashmere, maxi sciarpe che diventano stole, canotte dalle V profonde e pantaloni zippati. Silhouette stratificate, dall’effetto scultoreo, costruite con 150 tessuti diversi mescolati insieme e accessoriate da sandali invisibili per lei e mocassini con il platform per lui, guanti sopra il gomito in morbida nappa per entrambi e cappelli scenografici disegnati da Philip Treacy pieni di piume. “Valentino Des Ateliers”, come i luoghi del fare. Lavorazioni artigianali di straordinaria bellezza che richiamano la tradizione della maison romana e l’estetica del fondatore opportunamente rinnovata nella sua portabilità. “L’arte e la moda possono suscitare interesse attraverso la bellezza”, ha affermato lo stilista. Mondi diversi che s’influenzano con l’obiettivo di arricchirsi. Se le immagini sono sempre più forti delle parole sono, quindi, maggiormente in grado di normalizzare liberamente la vita. Del resto, solamente in questo modo, sarà effettivamente possibile pensare a un reale e auspicabilmente duraturo cambiamento.

Daniele S.

Back to top