Fendi Couture haute couture autunno-inverno 2021-2022

Passato o futuro? Presente! Quello di un mondo che torna al movimento dopo una frenata che non ha pari dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Allo stesso modo, anche nella moda seguendo, magari, un percorso che parte dall’archivio e prova a superarlo o, almeno, ad aggiornarlo utilizzando tecniche sempre nuove che promettano risultati sorprendenti. Ed è la lettura di Roma di Pier Paolo Pasolini con la sua visione che sublima la storia quella che ha ispirato Kim Jones per l’autunno-inverno 2021-2022 di Fendi Couture, presentato ancora una volta digitalmente attraverso un video girato da Luca Guadagnino a Cinecittà. Un collegamento tra epoche diverse trasfigurato poeticamente su cappotti decorati con petali tridimensionali di pitone intarsiato o di pizzo intagliato, giacchine costruite su tasselli di pelliccia riciclata stratificata sul tulle che ricordano i mosaici dei pavimenti dei palazzi della città capitolina, come quelli di madreperla delle clutch, completi impreziositi di ricami Cornely che sembrano capitelli, abiti bustier asimmetrici drappeggiati quasi fossero scolpiti nel travertino delle facciate, tuniche dall’effetto marmoreo di seta trompe-l’œil che richiamano le sculture del Bernini (ossessione ripresa dalla scorsa stagione) o a balze sovrapposte, movimentate ulteriormente da una profusione di piume quando non sono illuminate di perline di cristallo. L’architettura razionalista del Palazzo della Civiltà Italiana, headquarter della griffe di LVMH, d’altra parte, viene declinata nei cuissard in pelle o tessuto coordinato i cui tacchi riproducono le arcate mentre i gioielli, disegnati da Delfina Delettrez Fendi, diventano anfore logate. Antico e moderno: una prospettiva sulla realtà, auspicabilmente apparente, da tradizione, ma non illusoria, fatta di proposte uniche le quali non aspettano altro che essere indossate se, ottimisticamente, s’immagina di avvicinarsi gradualmente alla normalità dopo mesi di restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria. Tra cui quella che ha impedito al direttore creativo del womenswear, dal momento in cui è stato arruolato, d’immaginare un fashion show fisico sia per il prêt-à-porter che per la haute couture. Confidando che si possa (ri)provare presto quell’emozione, rispettivamente, i prossimi settembre a Milano e gennaio a Parigi.

Daniele S.

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