Christian Dior haute couture autunno-inverno 2021-2022

Si torna alla normalità? Considerando il numero di fashion show fisici in graduale aumento sembrerebbe di sì. Tra questi, quello della haute couture per l’autunno-inverno 2021-2022 di Christian Dior dove Maria Grazia Chiuri, direttore creativo del womenswear, riparte dall’elemento materico fondamentale per la costruzione di un abito: il filo che non è altro che ciò che si tocca. Abitudine che è andata decisamente perduta nei mesi scorsi a causa dell’emergenza sanitaria. E, come sempre, cita un libro, in questo caso, “I fili della vita” di Clare Hunter che evidenzia come il ricamo rappresenti uno strumento di comunicazione. Non poteva essere, quindi, che La Chambre de Soie, disegnata dall’artista contemporanea francese Eva Jospin ispirandosi ai paramenti in punto indiano a fondo d’oro della Sala dei Ricami di Palazzo Colonna a Roma e realizzata dai 300 artigiani della Chanakya School Of Craft di Mumbai, a ospitare, con i suoi 350 metri quadrati, dietro al Musée Rodin la sfilata durante la quale si alternano cappotti vestaglia in cashmere, completi formati da giacche Bar in tweed bouclé o malfilé del Lanificio Luigi Colombo e gonne plissé asimmetriche o da giacche marinière in denim riciclato con inserti di perline lavorato a telaio da Atelier Aurelia Leblanc e bermuda con tasconi profilati in pelle, maglioni a rete, camicie in organza di seta, abiti delineati su patchwork di pizzo illuminato di cristalli intarsiato da Vermont Paris o riempiti di piume di Lemarié. A completare l’immagine, scarpe, stivali e cappelli da cavallerizza, tutto coordinato nello stesso tessuto. Creatività e manualità tornano a dare vita poeticamente al sogno sostenendo, d’altra parte, quelle piccole realtà, francesi e italiane, di fornitori che consentono di alimentarlo. Non è solo la moda, ma un intero sistema a dover ripartire, come al termine della Seconda Guerra Mondiale quando Monsieur Christian s’impegnò in prima persona a questa rinascita. E la maison di avenue Montaigne, sicuramente, continua in questa missione. Perché le relazioni sono importanti, non solo quelle culturali, per arricchirsi e la riflessione, attenta e dinamica, per migliorarsi. Solo nell’unione può esserci progresso: se la contemporaneità si rispecchia nel guardaroba che le dà significato, questa è una lezione che non può andare assolutamente sprecata.

Daniele S.

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