Lemaire primavera-estate 2022

Nonchalance francese? Non poteva che essere un marchio che la rappresenta in modo significativo a chiudere la fashion week dedicata alla moda maschile di Parigi. Quella che è da sempre la cifra stilistica di Sarah-Linh Tran e Christophe Lemaire si conferma, ancora una volta, inalterata per la primavera-estate 2022 di Lemaire: una collezione co-ed di ibridi modulari che hanno nella versatilità il loro punto di forza. I capi, infatti, sono studiati per adattarsi a qualunque condizione, anche atmosferica. Praticità e funzionalità sono diventati gl’imperativi del guardaroba contemporaneo flessibilmente contestualizzabile, costruito intorno alla leggerezza del movimento. Uomo e donna, dunque, si alternano dinamicamente mostrando le forme semplici e rilassate di trench che proteggono il corpo, gilet in suède o in jeans, camicie e scamiciati dotati di una serie di bottoni extra, pantaloni con tasconi stretti da cinture coordinate, abiti in maglia e sottovesti plissé strette da coulisse. Una bellezza imperfetta esaltata da un layering più radicale rispetto al passato che viene ulteriormente esasperato nei giochi di lunghezze e volumi per contribuire alla possibilità di personalizzazione. Da segnalare, inoltre, i disegni onirici e astratti dell’artista americano Joseph Yoakum che colorano delicatamente una capsule di proposte in seta e cotone. Immancabili, nuovamente, gli accessori, soprattutto, in vista dell’apertura di uno spazio a loro interamente rivolto in place des Vosges, direttamente collegato con lo showroom in rue de Turenne. Tra essi, spicca la Croissant Bag declinata in nuove dimensioni (la versione mini) e materiali (la tela impermeabilizzata). Questo segmento, in espansione, sta diventando fondamentale per un positivo riscontro commerciale. Come l’interpretazione efficiente del mercato. Cosa rimane? In conclusione, non è più necessaria una nuova narrazione ogni stagione, ma un’evoluzione fatta di variazioni prospettiche, unita al consolidamento, di un’estetica che si traduca in un percorso naturale e coerente indugiando su elementi talmente ricorrenti da risultare atemporali. Nel loro caso, quell’eleganza informale a cui è, decisamente, impossibile rinunciare.

Daniele S.

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