Hermès primavera-estate 2022

Regolarità o libertà? Véronique Nichanian, dopo tanti mesi durante i quali l’emergenza sanitaria ha imposto che le presentazioni fossero digitali, per l’uomo della primavera-estate 2022 di Hermès ritorna ai fashion show fisici e a scegliere, nuovamente, come location Le Moblier National, dove il Ministero della Cultura costruisce e conserva gli arredi dei propri palazzi istituzionali, per citarne uno, la scrivania di François Mitterand all’Eliseo. Però, non è solo l’architettura razionalista di Auguste Perret dell’edificio aggiunto nel 1937 alla Manufacture des Gobelins o, nello specifico, il cortile l’unico collegamento con il passato. Si affida ancora alla collaborazione artistica di Cyril Teste che, per la terza volta, la filma e la moltiplica sugli schermi a lato della passerella svelando la semplicità sofisticata e raffinata di una collezione che, come sempre, esalta la sua preziosità nel dettaglio. “Double-Jeu”, il titolo, indica, se ce ne fosse bisogno, che solo un’attenta osservazione permette di apprezzare lo straordinario nell’ordinario (almeno, apparente). Una dualità di spirito o, magari, la reversibilità di molte delle proposte tra cui i parka e i bomber accessoriati da un gilet interno con inserti che sembrano spinnaker a evocare un desiderio di evasione, come quello della vela, ma anche i giubbotti di coccodrillo da abbinare con le giacche sartoriali piene di zip, le stesse delle camicie movimentate, talvolta, da motivi d’impunture grafiche, le felpe dalle cerniere colorate con il cappuccio, i cardigan e i maglioni in cashmere dégradé o con intarsi di fiori dévoré, spesso, coordinati con le polo, i pantaloni con coulisse risvoltati sul fondo o stretti da cinture corda dall’animo marinaresco, i morbidi bermuda di pelle di capra, i sandali in vitello e le sneakers bicolori con il calzino. Vengono rimesse in “gioco” stampe storiche come la “Mors et Gourmettes” che viene rimescolata o la “Quadrige” reinterpretata attraverso effetti traforati. Quasi assenti i loghi a eccezione della H sulle borse perché, come ha sempre amato affermare la stilista “Non faccio moda, faccio abbigliamento”. Per un guardaroba sempre pronto a evolvere, ad adottare prospettive diverse, più ampie, che, questa volta, guardano a spazi aperti. Per reinventarsi una nuova vita, se possibile, più leggera e rilassata.

Daniele S.

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