Dior Homme primavera-estate 2022

Come immaginare l’evoluzione di una maison storica? Kim Jones, in passato, ha collaborato con degli artisti modellando le loro opere sugli abiti. Questa volta, ha deciso di fare un passo ulteriore: coinvolgere qualcuno che potesse lavorare con lui alla creazione. Per la primavera-estate 2022 di Dior Homme, infatti, la prima sfilata fisica, dopo lunghi mesi di emergenza sanitaria, chiama il rapper di Houston Travis Scott. Il Texas, infatti, fu una delle mete del primo viaggio di Monsieur Christian in America per celebrare il suo debutto nel 1947, una di quelle che predilesse. Da questo punto di partenza, già visibile sulla passerella immaginifica all’interno della struttura creata a place Vauban, dietro Les Invalides, dove sono stati texanizzati i mitici giardini di Granville in Normandia, nasce una collezione, intitolata “Cactus Jack Dior”, fatta di Tailleur Oblique costituiti da giacche arricchite da patch sulla manica “If you can read this I must love you to let you this close” e pantaloni flare con le bande laterali come quelle dei cowboy che si ammorbidiscono sul fondo, talvolta, aperto da zip, cappotti bouclé, varsity jacket con maxi D, gilet intarsiati con il monogram CD degli anni ’60, ripreso dagli archivi, che ha forme geometriche diamantate, camicie fazzoletto, t-shirt merchandising e bermuda in suède con tasconi. Rivisitati in chiave moderna anche i codici iconici, i motivi Dior Oblique e Toile de Jouy diventano, rispettivamente, Cactus Jack (come l’etichetta del musicista) Oblique e Toile de Cactus, presenti ovunque. A illuminare l’insieme la haute joaillerie firmata da Victoire de Castellane che si collega, spesso, con i cappelli di Stephen Jones. Tra gli accessori, invece, spicca la doppia Saddle Bag, la borsa disegnata da John Galliano, che, adesso, ne unisce due attraverso una staffa metallica realizzata a mano. Quando è singola, d’altra parte, è realizzata in macramé come i sandali alternati alle sneakers B713 da indossare con il calzino. Una serie di camicie, infine, pennellate dal visual artist americano George Condo, andranno all’asta per supportare i giovani che vogliano andare alla Parsons School of Design con la quale la Cactus Jack Foundation, nata nel 2020, ha stretto una partnership. Una conversazione immaginaria tra epoche, culture e identità diverse può contribuire a costruire il linguaggio rinnovato del futuro? Se non altro, mancando un po’ d’individualità, sottolinea che la moda si nutre di differenze.

Daniele S.

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