Burberry primavera-estate 2022

Futuro o futuribile? Riccardo Tisci, per la prima volta, sceglie la fashion week parigina dedicata al menswear per presentare digitalmente la primavera-estate 2022 di Burberry. E il suo trasloco (occasionale?) da quella londinese coincide con un cambiamento estetico radicale: indubbio è l’avvicinamento all’inconfondibile impronta (e personalità!) già nota a chi era abituato a seguirlo durante i 10 anni in cui è stato al timone creativo di Givenchy che, in quest’occasione, dopo 3 anni, va a permeare la storia del marchio britannico, fondato nel 1856, per dare origine, probabilmente, a una (ri)partenza post emergenza sanitaria. Sembra, infatti, la terra dei sopravvissuti quella dei Millenium Mills nei Royal Victoria Docks su cui sfila ciò che rimane di un trench, capo emblematico, che viene decostruito e ricostruito. Due frammenti bidimensionali uniti insieme da una serie di bottoni generano il capo tridimensionale, rigorosamente smanicato come tutte le proposte, prendendo la forma di un grembiule quando non è destrutturato per evidenziarne lo scheletro segnato di cinghie. Talvolta, viene ricoperto di pettorine che diventano trompe-l’œil a richiamare ombre di teschi sulle t-shirt in rete su cui campeggia la scritta “Universal Passport”, titolo anche della prova, unico segno grafico accanto alla stampa zebrata. Questi guerrieri urbani, inoltre, scelgono come armature bomber e giacche arricchite da elementi modulari, camicie botton-down con il colletto staccabile e pantaloni lunghi o corti pieni di tasconi, entrambi percorsi da impunture a contrasto, felpe squadrate con il cappuccio e inserti in pelle sdrammatizzate da seducenti cut-out di Helmut Lang-esca memoria, tutto completato da sneakers tecniche. “Volevo che la collezione catturasse lo spirito libero della giovinezza e il suo atteggiamento onesto e audace, quel senso di sperimentazione e fluidità. C’è una forte sensazione di unità, ma anche di individualità: incoraggiarsi ed elevarsi a vicenda per esprimersi liberamente. È un’energia molto cruda che è contagiosa, eccitante e piena di vita. Come un risveglio”, si legge nelle note. Quello di cui c’è davvero bisogno per cercare nuovi significati partendo dalle vecchie regole, avendo, però, al tempo stesso, il coraggio di riformularle o, semplicemente, di adattarle o aggiornarle. Un approccio, un po’ punk, che andrebbe riscoperto nella moda se vuole riappropriarsi della sua missione, quella di raggiungere mete ancora da esplorare. Senza dimenticare, ovviamente, di farlo attraverso un’offerta altamente desiderabile.

Daniele S.

Back to top