Lanvin primavera-estate 2022

Sogno o realtà? Sicuramente, emerge una voglia di evasione, soprattutto, dopo tanti mesi attanagliati dall’emergenza sanitaria, dal secondo video(clip) con cui Bruno Sialelli presenta digitalmente la primavera-estate 2022 di Lanvin. Si deve pur pensare al futuro, immaginandolo pervaso da una ritrovata spensieratezza. O, magari, per (ri)scopire, un po’ adolescenzialmente, quel senso adrenalinico di avventura da tempo dimenticato e ripensando al quale è impossibile non provare nostalgia. Non è ancora chiaro, d’altra parte, se ci si potrà presto lasciare definitivamente alle spalle gli accadimenti degli ultimi mesi. Al momento, per questo ritorno alla natura, ha deciso di puntare, per lui, su completi costituiti da giacche strette da coulisse e pantaloni con pratici tasconi, entrambi dai tagli over come i bermuda in denim annodati in vita, da abbinare a camicie dalle stampe fiorate, motivi a quadri nonostante sembrino parzialmente dissolversi come se venissero rifratti nelle acque di mari lontani o fantasie che rappresentano mappe sbiadite di isole misteriose. Per lei (resort 2022), invece, riprende cappotti con il collo in maglia, tailleur bouclé, abiti plissé e négligé da indossare con maxi farfalle gioiello. Non può mancare il logo: il monogramma JL, disegnato all’inizio degli anni ’70 da Jules-François Crahay, al timone creativo della storica maison francese dal 1963 al 1983 di cui, in quest’occasione, sono rivisitati anche i celebri robe-manteau, diventa tridimensionale con uno spirito Art Déco per esaltare lo sportswear, tra tute ginniche e mute subacquee accessoriate da ciabatte e borsoni da spiaggia. Un invito a viaggiare come faceva la fondatrice, nei suoi momenti di libertà, talvolta, con la famiglia Hermès di cui era grande amica, inseguendo ispirazioni da tradurre nelle sue collezioni? Oscillando tra riferimenti d’archivio e un desiderio di ridefinire (e riposizionare) il lifestyle dell’etichetta controllata da Fosun, la visione dello stilista marsigliese, al contrario, non ha ancora un focus preciso. A differenza delle sue prove precedenti, però, s’iniziano a ritrovare elementi comuni che segnano un perimetro estetico di riferimento. Sebbene sia sempre più facile identificarne il target.

Daniele S.

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