Balenciaga primavera-estate 2022

Vero o falso? Il tema dell’autenticità è prepotentemente attuale da Balenciaga. Demna Gvasalia, infatti, studia per la primavera-estate 2022 un fashion show digitale, al pari di quelli che si sono susseguiti durante più di un anno d’emergenza sanitaria, ma che, in questo caso, vuole evidenziare quanto nella vita in generale e nella moda in particolare la percezione della realtà risulti, ormai, irrimediabilmente distorta dai meccanismi della post-produzione. Nonché dalla creazione necessaria d’identità alternative. Già il titolo “Balenciaga Clones” lascia presagire che niente è ciò che appare, iniziando dalla passerella asettica ai lati della quale il pubblico è accomodato com’era consuetudine prima che scoppiasse la pandemia e sulla quale sfila la pittrice americana Eliza Douglas replicata 44 volte nel video diretto da Quentin Deronzier per svelare le proposte di stagione. A questo scopo, sono stati utilizzati gli strumenti della manipolazione iper-realistica, fotogrammetria, computer-grafica, tracciamento planare, rotoscoping, apprendimento automatico e modellazione 3D. E moltiplicate sono, ancora una volta, anche le proporzioni di trench doppiati che diventano abiti plissé a fiori, piumini dai colli ingigantiti, completi dove la giacca viene fermata da una spilla da balia, tute che sembrano tailleur, pantaloni cargo in denim dall’animo militare. Non mancano le grafiche irriverenti, soprattutto sulle felpe, da “Your ad here Call: +33 156 52 18 00” ai Simpson ritratti mentre indossano capi delle collezioni passate del marchio di Kering fino al tag “Bébé”, riferimento fonetico francese della doppia B del logo che si ritrova su cinture e borse quasi fossero una replica a “The Hacker Project” lanciato da Alessandro Michele in occasione della presentazione denominata Aria. Accanto, tra le altre, all’iconica Jackie 1961 in tessuto GG (BB) Supreme e nastro Web verde e rosso spicca una shopping Ophidia che ribadisce con un graffito il fatto che “This is not a Gucci Bag”, nei negozi dal prossimo novembre. Senza dimenticare il Mag Basket in pelle termoformata o la Fast Clutch in fibra di carbonio. Qual è il limite dell’appropriazione? Si è spostato nell’assumere un nuovo significato in una società multimediale in cui perfino il percorso evolutivo ha subito un’enorme sterzata? Sicuramente, è giunto il momento di ragionare sul presente, spesso artificialmente trasfigurato, per poter immaginare nuove modificazioni estetiche, ampiamente perfettibili. Lasciando da parte la seconda co-lab con Crocs, meglio concentrarsi sui fiocchi diamantati riscoperti dall’archivio della maison fondata nel 1917. La quale, dopo 53 anni, tornerà, finalmente, alla haute couture il prossimo 7 luglio nello storico salon al 10 di avenue George V a Parigi, recentemente, restaurato con la prima prova del creativo georgiano.

Daniele S.

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