VETEMENTS primavera-estate 2022

Reale o virtuale? Se l’emergenza sanitaria, che sembra stia volgendo gradualmente verso la risoluzione, ha sicuramente stravolto la percezione di entrambi e gli effetti sono indubbiamente destinati a perdurare, anche la moda, strumento di analisi del presente, non può astenersi dal valutarne compiutamente l’impatto sul settore. La prima etichetta a farlo e tra quelle che anticipano la presentazione della primavera-estate 2022 è VETEMENTS. Guram Gvasalia, adesso, solo a capo del collettivo da quando il fratello Demna ha lasciato per dedicarsi completamente alla direzione creativa di Balenciaga, sceglie, nuovamente, un format irriverente con un lookbook co-ed le cui immagini hanno come sfondo quello ben noto a chi fa uso di Photoshop. Ma, concretamente, quanto è stata digitalizzata la vita? 129 look (un po’ meno dei 165 dell’autunno-inverno 2021-2022) tentano di dare una risposta nonostante le proposte, forse sovversive nelle intenzioni, poco si discostano dal passato. Ritornano le (auto)citazioni (per non dire di Margiela-esca memoria) tra cappotti lunghissimi, trench double, completi sartoriali ingigantiti costituiti da giacche alle quali sono state tagliate a vivo le maniche e pantaloni ampi con patch logati, parka in vinile, pigiami e abiti che alle, ormai, inevitabili stampe fiorate o fiammate riprese dall’autunno-inverno 2020-2021 accosta quelle più techno che ricordano cavi di rete o dati processati, bomber, dolcevita e camicie camouflage o optical, perfecto graffitati, cardigan chiusi da bottoni gioiello come le gonne asimmetriche a pieghe asimmetriche, felpe e t-shirt dalle spalle rinforzate, jeans strappati, sottovesti bordate di pizzo, anfibi e stivaloni sopra al ginocchio con le fantasie di stagione. Non mancano le scritte provocatorie e dissacranti, talvolta con font gotiche, “vetements unicorn”, “Freiland Haltung”, “Ne pas me toucher”, “Hotter than your ex better than your next”, “Single and ready to mingle” insieme alla dislessica “VTEMETNES Tnhik Dieftrefnly” o “the devil Doesn’t wear Prada”, rielaborata da un’idea di qualche anno fa che, secondo il designer, avrebbe dovuto portare a una collaborazione. I valori autentici del marchio fondato nel 2014 ci sono tutti. A proposito, invece, delle novità per il futuro, al momento, si prevede un ritorno dal 2D al 3D iniziando dal calendario di moda maschile di Parigi.

Daniele S.

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