Chanel autunno-inverno 2021-2022

“Ho conosciuto un lusso tale che non se ne vedrà mai più”, diceva Gabrielle Chanel immaginando il futuro. Virginie Viard per l’autunno-inverno 2021-2022 lascia, dopo tanti anni, il Grand Palais, momentaneamente in ristrutturazione, scegliendo il Castel, un altro simbolo di Parigi e, più precisamente, della sua vita notturna, lussuosa e sfrenata, aperto nel 1961 da Jean Castel e rilanciato nel 2014. È necessario essere soci per superare la celebre porta rossa dell’esclusivo hôtel particulier in rue Princesse a Saint-Germain-des-Prés e accedere al Bar de l’Elite o al Foyer del piano terra, al Club di quello interrato, al Salon Miroirs, il ristorante del primo, al Salon Bibliothèque del secondo, con la sua collezione di libri erotici. Ed è una sensualità impertinente che percorre la collezione “Coco Neige”, svelata attraverso il video di Inez & Vinoodh, sicuramente, più sottile di quella più esplicita dei falli e delle vagine stilizzati sulla “moquéquette” e sul “pussy-carpet” che adorna gli stretti corridoi, (di)segnando audaci contrasti negli accostamenti di cappotti e tailleur in tweed, illuminato, talvolta, di paillette, formati da giacche accorciate, pantaloni con i tasconi o gonne con gli spacchi vertiginosi, o in fake fur ripresi dall’autunno-inverno 1994-1995, piumini voluminosi con motivi chevron, salopette in pelle matelassé che non dimenticano i simboli iconici della maison di rue Cambon, la doppia C, la camelia o i numeri 5 e 22, abiti in chiffon, maglioni norvegesi, top in pizzo e camicie con collo e polsini a contrasto logate come i jeans. Atmosfere après-ski si ritrovano nei moon-boots anch’essi in ecopelliccia che può essere rimossa. Immancabili gli accessori, le nuove 2.55 di stagione, le bretelle di perle presenti, come di consueto, nelle collane dove sono alternate alle croci di Malta. Un’eleganza che sembra, però, legarsi a un lontano ricordo del passato, quando il piacere del corpo corrispondeva a quello dello spirito. È, ormai, un’illusione? O sarà possibile ritrovare quel gusto trasgressivo, anche nell’abbigliamento, che è stato la cifra stilistica di Mademoiselle, sperando che non sia andato inesorabilmente perduto? Probabilmente, quando si riscoprirà quel desiderio atemporale di libertà che, purtroppo, è attualmente soffocato. Si spera solo temporaneamente.

Daniele S.

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