Balmain autunno-inverno 2021-2022

Above & Beyond? Now boarding. From / De Paris To / Destination World. L’invito per l’autunno-inverno 2021-2022 di Balmain, Boarding pass / Carte d’embarquement e Passeport / Passport rilasciato dalla Balmain Army era già chiaro: è un inno al viaggio, in un periodo di limitazioni come quello attuale a causa dell’emergenza sanitaria. Gli stessi che intraprese il fondatore 75 anni fa, in seguito alla prima presentazione couture della maison di rue François-Ier, fondata nel 1945, alla quale parteciparono anche l’amica Gertrude Stein, insieme ad Alice B. Toklas e il loro barboncino Basket. E fu la scrittrice che gli suggerì di andare negli Stati Uniti, non per promuovere il suo “New French Style”, come lei lo definì, bensì per diventare un ambasciatore itinerante della cultura e del savoir-faire francese. Successivamente, atterrò in Inghilterra per far conoscere, sei anni dopo che la guerra aveva interrotto le importazioni di moda da Parigi, la sua nuova visione femminile a Londra e, quindi, in Australia dove, tra l’altro, visitò il sobborgo di Sydney che porta il suo cognome. La proposte co-ed, disegnate da Olivier Rousteing, da 10 anni alla guida della griffe, vengono, allora, svelate attraverso un video girato da Valentin Petit in un hangar dell’aeroporto Charles de Gaulle di fronte a un Air France 777 momentaneamente in sosta: voglia di libertà, anche creativa, o, più semplicemente, di prendere il volo che si manifesta con bomber d’aviatore, piumini matelassé, cappotti in maglia, montoni con le maniche aperte da zip, pull over spalmati dai bagliori metallici, tute in pelle, vinile o tela paracadute, pantaloni con tasconi e abiti pieni di lacci ispirati ai cablaggi. Ritorna, ancora una volta, il labirintico monogram PB dell’archivio riproposto su completi che sembrano divise nonché sull’infinità di accessori che contemplano borse, zaini e valigie di ogni forma e grandezza, collane che ricordano gli aerei di carta e orecchini che riproducono i cuscini da viaggio per il collo. Sul finale, la passerella si sposta tra la Terra e la luna. La promessa di nuove sfide? O l’intenzione di rifugiarsi in un altrove migliore? Magari, di arrivare nel firmamento, al momento, rappresentato dal fatto che, per l’intera collezione, sono stati utilizzato 68 mila Swarovski riciclati. Prossima meta? Sempre avanti!

Daniele S.

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