Lanvin autunno-inverno 2021-2022

Cos’è il lusso? Per Bruno Sialelli, probabilmente, è rientrare allo Shangri-La Hotel di Parigi in limousine dopo aver fatto shopping in rue du Faubourg Saint-Honoré da Lanvin e prepararsi per un party esclusivo. Atmosfere da videoclip accompagnano la presentazione per l’autunno-inverno 2021-2022 della storica griffe francese che contrastano con le attuali causate dall’emergenza sanitaria ancora in corso. È pur necessario pensare al futuro, immaginandolo, magari, pervaso da una ritrovata spensieratezza, malgrado non sia scontato un ritorno a quella che, semplicisticamente, potrebbe essere considerata la normalità prepandemica. Come se gli accadimenti dell’ultimo anno fossero destinati a essere presto dimenticati. In quel caso, le rich girls non potrebbero fare a meno di cappotti in ecopelliccia animalier, mantelle couture, con il logo iconico di Jeanne e Marguerite Lanvin che diventa quasi una medaglia dorata, arricchite da piume di marabù come le stole, bustier strizzati in vita da maxi cinture da abbinare a pantaloni da smoking, abiti che riprendono opere dell’artista pop americano James Rosenquist, si profilano di perle metalliche, s’illuminano di strass che sembrano costellazioni di stelle, ispirate a modelli del 1924, o si riempiono di drappeggi e di plissé quando sono in taffeta portati con un fiore gioiello legato con un nastro al collo, presente anche sulle décolleté con il tacco squadrato a contrasto o sulle borse matelassé con la tracolla a catena. I completi over in colori multivitaminici per lei trovano un’analoga declinazione anche per lui. I pochi rich boys presenti, infatti, li abbinano a piumini dai bagliori metallici, giacconi di velluto, felpe con cappuccio e t-shirt con le stampe della stagione, sneakers curb e comode pantofole. Glamour opulento a cui la rapper Eve, nella sua apparizione come guest star, risponde con un tailleur formale, decisamente la proposta migliore, accostato a un bauletto con un manico barocco, dorato come la chiusura. L’energia della joie de vivre anni ’20 per il desiderio di un domani migliore? Considerando la ripresa già in corso del mercato asiatico, il target di riferimento sembra essere preciso. Ma qual è, d’altra parte, la visione dello stilista marsigliese per l’etichetta controllata da Fosun? A qualche collezione dal suo debutto, rimane poco chiara. Se non nelle sue lontane eco, peraltro esclusivamente fotografiche, al passato quando Alber Elbaz era direttore artistico.

Daniele S.

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