Rick Owens autunno-inverno 2021-2022

Luci od ombre? Sembra una descrizione della contemporaneità che, a causa dell’emergenza sanitaria, non è più segnata da alcuna certezza. Se non quella della presenza di Rick Owens al Lido di Venezia dove lo stilista americano si è stabilito, lo scorso anno, dopo la quarantena. Poiché si trova, tra l’altro, a due ore di distanza dalla fabbrica, al suo team italiano è sembrata la scelta più naturale, considerando le limitazioni ai viaggi. Il womenswear per l’autunno-inverno 2021-2022 (pro)segue, quindi, il menswear continuando a indagare la situazione d’inquietudine apocalittica che sta avvolgendo la società e, conseguentemente, la moda. “Gethsemane” è ancora il titolo della collezione che racconta questo presente malato citando il Getsemani, l’orto sul Monte degli Ulivi, poco fuori della città vecchia di Gerusalemme, sul quale Gesù Cristo si ritirò la sera prima della crocifissione dopo l’Ultima Cena. E sceglie uno dei pontili di pietra sulla spiaggia antistante a Lungomare Guglielmo Marconi, poco distante dalla sua abitazione, come passerella che sembra emergere dal Mare Adriatico, in un’atmosfera privata, ma un po’ malinconicamente sinistra, forse, perché amplificata dal fumo denso che si solleva nell’aria. Fortunatamente, questa volta, dal video trasmesso live senza pubblico risultano maggiormente visibili le proposte tra le quali spiccano cappe di piumino decostruite, cappotti sartoriali zippati dalle spalle rinforzate realizzati con rifiuti di plastica, maglioni in cashmere riciclato pieni di aperture strategiche, jumpsuit aderenti in pelle o in paillette a cui vengono sovrapposti, in un gioco volumetrico, bodysuit drappeggiati e abiti in maglia squarciata. Non mancano mai gli stivali con platform e tacco squadrato in perpex che si allungano sulla gamba per diventare cuissard armatura, per l’occasione, anche in pelo di mucca e le mascherine protettive con prolungamenti di chiffon che sono un importante, responsabile e necessario messaggio di rispetto reciproco. Angeli o demoni? Poco importa, essendo la rappresentazione di una trasformazione inesorabile che, come in un rituale biblico e perverso, ha convertito il lockdownwear in monumentali architetture couture. Una delle migliori sintesi poetiche di opposti. È giunto il momento dell’epilogo? Sperando in una resurrezione, almeno, dello spirito.

Daniele S.

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