Marine Serre autunno-inverno 2021-2022

Etica o estetica? Per l’autunno-inverno 2021-2022, Marine Serre, la pioniera della moda eco-futurista che ha debuttato a Parigi con la sfilata autunno-inverno 2018-2019, invece di puntare su un film per svelare le proposte della stagione, pensa a un cortometraggio (e un libro) che consenta di esplorare l’identità del brand e la sua esegesi, intitolato, appunto, “Core”. E lo divide in due parti, i capisaldi della sua visione: “Muses, Tribes, Families” e “Regenerated materials”. Un’esperienza immersiva che mostra, da una parte, scene di vita quotidiana che si accompagnano alla convinzione che l’obiettivo sia quello di proporre capi che devano essere realmente indossati e, dall’altra, la trasformazione dei tessuti, alla base del suo processo creativo e produttivo, che ha condotto a una collezione co-ed, quasi celebrativa, costituita al 50% da modelli rigenerati e al 50% utilizzando fibre riciclate. Fondamentale è la consapevolezza dell’intera catena, dall’atelier alla fabbrica, per un cambiamento che parta dalle persone e arrivi alle persone, che realizzano, prima, e indossano, poi, il prodotto. Come quelle che compongono il suo team che hanno provato tutti i pezzi, modificandoli quando necessario. Se l’emergenza sanitaria ha indotto tutti gli stilisti a un periodo di riflessione persuadendoli, in modo diverso, che, ormai, la sostenibilità è un concetto inderogabile, la designer francese rimane, comunque, un esempio unico di pragmatismo nel panorama del fashion system mondiale. Sfogliando il lookbook, allora, si trovano giubbotti e pantaloni in patchwork grafici di pelle, tuniche costruite drappeggiando foulard in seta, vecchie tovaglie o sciarpe in tartan, cappotti e completi boxy in moiré, come le mini borse, pieni di tasche zippate, anche quella per ospitare l’igienizzante per le mani, “crazy pullovers”, body in jersey che riporta la scritta “Amor fati”, ripresa dalla primavera-estate 2021, ciclisti dall’aspetto sporty e gonne derivanti da tappeti ricondizionati. Onnipresente, stampato o laserato, il motivo delle mezze lune, logo dell’etichetta, che diventa un monogram sui pigiami. Nuove strategie di consumo? Probabilmente, la ricerca di una sintesi tra creatività e funzionalità. Un’opportunità per provare a rileggere gli archetipi dell’abbigliamento secondo un’ottica circolare. O per ricollocare opportunamente l’individuo sul pianeta.

Daniele S.

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