MSGM autunno-inverno 2021-2022

Milano is alive? Forse, sarebbe meglio leggerla affermativamente come fa Gea Politi in apertura del video “Manifesto”, girato da Francesco Coppola all’interno dello storico Teatro Manzoni, con il quale Massimo Giorgetti presenta digitalmente l’autunno-inverno 2021-2022 di MSGM. La sfilata, montata al contrario, suggerisce di ripercorrere e riflettere per riappropriarsi delle abitudini che l’emergenza sanitaria ha sconvolto nell’ultimo anno. E, magari, metabolizzare il processo in corso, com’è avvenuto inesorabilmente durante la sospensione che le restrizioni hanno imposto. Il designer prova a farlo con una collezione dedicata, nuovamente, alla sua città di adozione che troverà auspicabilmente il modo di risollevarsi. Atmosfere underground, quelle che non si vedono, ormai, da tanto, fanno da cornice a trench in pelle ecologica che sembra invecchiata con maxi cinture, fake fur e felpe con il cappuccio dai colori vitaminici, bomber in nylon, cappotti e completi in lana sdruciti quasi fossero consumati dal tempo, cardigan over e jeans spalmati dall’effetto craquelé, camicie in satin stampa pitone come le gonne, dolcevita in rete sui quali è ricamato MSGM Club, top in ciniglia, abiti in paillette o in taffeta stretti da coulisse con fantasie olografiche o scannerizzate da immagini di fiori realizzate dall’artista Alessandro Calabrese, pantaloni in latex e vinile riciclati, materiali usati anche per i platform boots. Nel foyer, nei palchi, nei camerini e in platea si alternano 15 ragazze, accomunate solamente dal fatto di vivere nel capoluogo lombardo. E, poiché le interpreti hanno scelto liberamente cosa indossare, l’obiettivo è quello di svelare la collezione non attraverso le singole proposte, ma rappresentando il cambiamento sociale a partire dalle scelte vestimentarie individuali. Il risultato mostra, indiscutibilmente, l’orientamento verso capi comodi e versatili dall’attitudine sporty, quella che ha decretato il successo del brand presso le nuove generazioni. Progetto o programma? Probabilmente, l’intuizione che la collaborazione sarà lo strumento per accogliere nuove potenzialità. O nuove istanze. E ora? Milano today? No! Milano domani.

Daniele S.

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