Marni autunno-inverno 2021-2022

Un nuovo romanticismo? Sembrerebbe quello suggerito da Francesco Risso che per l’autunno-inverno 2021-2022 Vol. 2 co-ed di Marni suddivide in tre parti, Breakfast, Lunch e Dinner, la presentazione digitale alla quale era possibile accedere attraverso Zoom. E si entra nell’appartamento milanese del designer, da poco riconfermato, con un video diretto da Wu Tsang: un format decisamente inedito che rispecchia totalmente la collezione. “Abbiamo creato le nostre forme giocando con gli strumenti e gli elementi imperituri della sartoria: volume, pinces, costruzione e decostruzione, cerniere, balze. E abbiamo usato questi strumenti per trasformare attraverso una lente emotiva i nostri amati archetipi, dal trench alla camicia da uomo, dalla felpa con cappuccio al biker, dal pullover a coste al piumino alla maglia da marinaio. Strette in vita, le camicie diventano corsetti e i trench assumono la rotondità di una gonna a torta. Le felpe si gonfiano come mantelli da opera; i biker, tagliati, si trasformano in coperte, i piumini in stole. Le cerniere sono ricoperte di balze e formano jabot punk. Balze, ruche e ancora balze: ruche sfacciate che trasformano tutti in corsetti. E ancora: giacche trapuntate e ubriache, finte pellicce allegre, pantaloni ipnotici tinti a mano con numerosi bagni, languidi maglioni all’uncinetto, un cappotto da ufficiale di nylon e taffetas. Fuori dal nero, sprazzi di colore come in Zabriskie Point. Qua e là, tocchi di embellishment di recupero di gioielli object trouvé, sviluppati in collaborazione con Tom Binns”. Le note inviate agl’invitati spiegano già perfettamente le proposte che si allineano con l’insegnamento più profondo di un anno di emergenza sanitaria: la necessità di trasformazione. Se non di adattamento. Nel caso specifico, haute couture e loungewear si fondono se stole eleganti diventano mantelle di piumino, bustier camicie, abiti da sera tute in felpa o maglia, scarpe con il tacco sneakers. Accessorio di punta (il comparto rappresenta il 58%) intorno al quale ruota tutta la performance: la Gooey in pelle o in canvas con colata in gomma e graffito, questa stagione, affila la punta e si riempie di pelliccia sintetica. Gli aloni cromatici, infine, che sembrano ricordi derivano da solarizzazioni e tinture quasi a sottolineare la potenza della natura, emersa mai così prepotentemente durante la pandemia in corso. Un dialogo artistico che è la cifra del marchio che fa capo dal 2012 a Otb-Only the brave. L’immaginazione sarà l’unica via di fuga? Forse, solo un’importante sollecitazione a cambiare.

Daniele S.

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