N°21 autunno-inverno 2021-2022

È il momento di riscoprire la fisicità? Trascorso un anno dall’inizio dell’emergenza sanitaria che ha reso le fashion week quasi interamente digitali, la pressione aumenta e la richiesta non diminuisce. L’asocialità, d’altra parte, non deve uccidere la sensualità, il tratto identitario dell’estetica di Alessandro Dell’Acqua, che, continuando a seguire la formula co-ed, per l’autunno-inverno 2021-2022 di N°21 ripropone maliziosamente e, al tempo stesso, pudicamente, binomio perverso e un po’ ipocrita che caratterizza da sempre la borghesia italiana. In questo tentativo di riabilitarla, quando non rianimarla, prende ispirazione dalle Polaroid dell’architetto e fotografo torinese Carlo Mollino realizzate, soprattutto, tra il 1962 e il 1973, periodo in cui Yves Saint Laurent, citato non casualmente dallo stilista napoletano, inventava l’iconico Nude Look. Luci, ma soprattutto ombre per le atmosfere notturne del video girato a Garage Ventuno, l’headquarter di via Archimede, all’interno del quale si susseguono cappotti in lana animalier, giacconi sfrangiati, maglioni e cardigan oversize in mohair, camicie a quadri e gonne piene di spacchi laterali profilate di cristalli, abiti in chiffon che esaltano la lingerie in pizzo come le bluse. A contrasto, le décolleté a punta che, talvolta, svettano su platform. Non si discostano dal tema grazie a piccole cinghie sexy. Come di consueto, piccole variazioni tra lei e lui che, a tratti, arrivano a confondersi. Un gioco di sovrapposizioni che velano e svelano in un accurato ed eccentrico equilibrio voyeuristico ad accompagnare una visione in continua evoluzione. Senza abbandonare la propria cifra, è capace continuamente di aggiornarsi verso un futuro che non deve necessariamente essere imprigionato sul passato. E, dopo essere stata tanto attesa, arriva la linea underwear del marchio. Un nuovo desiderio di erotismo? Disinibito e segreto? O, semplicemente, una voglia innocente di farsi notare? Magari, la ricerca di una libertà che, sicuramente, sarà appagata da una collezione che fornisce la possibilità a donne e uomini “di rappresentarsi per come vogliono essere”.

Daniele S.

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