Fendi autunno-inverno 2021-2022

Ars longa vita brevis? Come confrontarsi con Karl Lagerfeld che è stato alla guida per 54 anni di Fendi, insieme alla famiglia, dal 1965 o con Silvia Venturini Fendi che, momentaneamente, ne aveva preso magistralmente il posto? Tornando, ovviamente, all’archivio, composto, tra l’altro, da più di 70000 disegni del direttore creativo precedente, cercando, allo momento stesso, di osservarlo secondo una prospettiva differente. Dopo aver debuttato con la haute couture per la primavera-estate 2021 a Parigi, Kim Jones alla sua prima prova nel prêt-à porter per l’autunno-inverno 2021-2022, presentata in versione digitale a causa dell’emergenza sanitaria, punta sull’essenza della maison romana fondata nel 1925 da Adele ed Edoardo Fendi in seguito all’apertura di un piccolo laboratorio nel 1918 in via del Plebiscito a Roma. Il punto di arrivo di Fendi Couture diventa, quindi, quello di partenza della narrazione già con la ripresa del labirinto di vetri che disegnano le mitiche F, all’interno delle quali, questa volta, non è ospitato l’allestimento “Exhibition of rare books and manuscripts” sui volumi stampati a mano da Virginia e Leonard Woolf, ma un ideale parco archeologico che diventa la rappresentazione della capitale italiana. In passerella, si alternano cappotti in double cashmere, trench in gabardine con la cucitura Selleria in rilievo, giacche in shearling con interni di visone riciclato, in un’ottica di sostenibilità, che incorporano sciarpe tricot dalle maxi frange, dolcevita e micro top in maglia, camicie croppate a righe con il logo Karligraphy, ideato nel 1981, pantaloni in velluto a vita alta, abiti in seta marmorizzata come le sculture di Bernini a Galleria Borghese. Non possono mancare gli accessori, sandali in pelliccia dal tacco architettonico e stivali in pelle al ginocchio coordinati ai guanti al gomito. In tema di borse, alla Fendi Way e alla Fendi Touch si affianca la Fendi First che inclina il monogramma nella chiusura della pochette. Senza dimenticare il progetto Fendi hand in hand che invita alcuni artigiani di ogni regione a rivisitare la Baguette. Infine, i nuovi gioielli disegnati da Delfina Delettrez che alternano catene dorate Fendi O’Lock a polsini in metallo. In sintesi, qual è la visione? Ancora non è chiara! Alla femminilità, artigianalità e funzionalità, caratteristiche inconfondibili del savoir-faire di Paola, Anna, Franca, Carla e Alda Fendi, le cinque figlie dei fondatori, manca ancora la sistematicità.

Daniele S.

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