Comme des Garçons Homme Plus autunno-inverno 2021-2022

Dove nasce la creazione? “La creazione può nascere in un luogo oscuro dove non solo la vista, ma tutti i sei sensi entrano in gioco”, fa sapere Rei Kawakubo attraverso un’e-mail più dettagliata del solito considerando la proverbiale sintesi degli stilisti giapponesi, poco inclini a fornire informazioni a proposito delle loro ispirazioni. “È in questo mondo affondato nell’oscurità che dobbiamo cercare e trovare qualcosa di nuovo”. S’intitola, infatti, “Darkroom” l’autunno-inverno 2021-2022 di Comme des Garçons Homme Plus, assente, anche questa stagione, dalla fashion week di Parigi. “Proprio come le fotografie rivelano le loro immagini nella camera oscura, così la creazione, lo sviluppo e il progresso, crediamo, possono nascere anche dall’oscurità”. In passerella, negli uffici di Tokyo, a causa dell’emergenza sanitaria ancora in corso, sfilano cappotti apparentemente rovesciati, ricoperti, talvolta, da PVC, che si fondono, come la dimensione privata e pubblica in questo periodo, a giacche sartoriali in tweed abbinate a shorts o a leggings pied-de-poule. Felpe, camicie e t-shirt lunghe fino al ginocchio, invece, hanno stampe floreali o delle maschere composte da scarpe nere con i tacchi alti dell’artista del New Jersey Willie Cole che hanno affascinato la designer, costantemente alla ricerca d’immagini forti. Al punto da avergli chiesto di farle dei copricapi che sembrano corone surrealiste. Non è, però, l’unica collaborazione: torna la co-lab con Nike che ripensa le Foamposite, le sneakers da basket nate negli anni ’90, creando, per la prima volta, uno stampo originale con un motivo tridimensionale a increspatura impresso sulla tomaia. S’indossano su lunghe calze logate quando non sono sostituite da più femminili Mary Jane. Una rappresentazione del presente? Probabilmente, come avviene sempre con la griffe, attenta a rileggere la contemporaneità. Ma, allo stesso tempo, un invito all’ottimismo: dall’oscurità si può ritrovare la luce. Niente, in un momento come quello attuale, risulta più auspicabile.

Daniele S.

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