Schiaparelli haute couture primavera-estate 2021

Una haute couture alternativa? Alla sua terza collezione, sembrerebbe questa l’intenzione di Daniel Roseberry, da quasi due anni, direttore creativo di Schiaparelli. Una nuova sfida che, però, non dimentica la tradizione della maison: non lasciare indifferenti. Presentata digitalmente attraverso il video “231 seconds of haute couture”, diretto, come la scorsa stagione, da Christophe Tiphaine, la primavera-estate 2021 continua la conversazione con Elsa. Questa volta, vengono svelate tutte le fasi, dallo schizzo alla realizzazione negli storici saloni di place Vendôme, fino ad arrivare agli scatti del lookbook che, a causa dell’emergenza sanitaria, è andato, spesso, a sostituire la sfilata. Non mancano le ossessioni della fondatrice tradotte utilizzando un linguaggio contemporaneo in grado di contaminare la funzionalità con la creatività. S’intravedono, allora, corpetti di pelle effetto six-pack ispirato a due manichini particolarmente amati dalla stilista italiana (forse, il designer texano voleva richiamare anche l’abito “Scheletro” della primavera-estate 1938 disegnato da Salvador Dalí e realizzato esagerando la tecnica del trapuntato?) abbinati a un maxi fiocco di seta rosa shocking, il colore iconico, tailleur dalle spalle costruite profilati da serpenti, decorati da capelli in paillette che ricordano quelli della figura femminile sulla giacca ideata da Jean Cocteau nel 1937 o accessoriati da un metro da atelier che diventa uno strascico in faille di seta, bomber che sembrano nuvole di velluto di seta mixato al neoprene, pantaloni in pelle stretti da coulisse, tuniche di maglia stretch confezionate con 200000 cristalli Swarovski, completi in cui il denim è rivisitato con seta duchesse délavé e double face nonché impreziosito da lucchetti le cui chiavi vanno ad arricchire le estremità delle zip presenti nel tubino che raffigura la scena dell’allattamento in una versione di Madonna con bambino. I gioielli, d’altra parte, sono i veri protagonisti, orecchini a forma di dita, occhio o orecchio, unghia tentacolari che diventano ornamento e borse bustier o con un naso applicato. Surreale o surrealista? “In tempi difficili, la moda dovrebbe essere straordinaria”, scriveva in Shocking Life, ma il momento attuale, più di ogni altro, contribuisce a rendere la libertà immaginativa del Surrealismo estremamente datata. Probabilmente, se sia ancora possibile utilizzare irriverenza e ironia, sperimentando dettagli inusuali su silhouette usuali, per allontanarsi dalla “superficiale e noiosa realtà della realizzazione di un abito da mettere in vendita”, per citarla nuovamente, la griffe di proprietà di Diego Della Valle deve ancora scoprirlo.

Daniele S.

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