Christian Dior haute couture primavera-estate 2021

Qui suis-je ? ”, chiede una giovane donna che si fa leggere i tarocchi: dal mazzo degli arcani maggiori, estrae la Papessa simbolo della conoscenza segreta. Per estensione, verrebbe da domandarsi, allora, chi siamo? Inizia così un viaggio onirico che Maria Grazia Chiuri intraprende, per la seconda volta, con Matteo Garrone, regista del cortometraggio “Le Château du Tarot”, per raccontare la haute couture primavera-estate 2021 di Christian Dior. Ambientato nell’atmosfera incantata ed esoterica del castello di Sammezzano in Toscana, diventa un percorso introspettivo e iniziatico di autoanalisi, ancora più importante in un’epoca in cui l’emergenza sanitaria ha sconvolto ogni certezza. Ma che, allo stesso tempo, avrebbe dovuto stimolare la riflessione e, magari, il cambiamento. Si spera in meglio. Nella ricerca labirintica della propria identità emerge il dualismo tra maschile e femminile che si fondono in una collezione che diventa l’espressione visiva dei Tarocchi Visconti di Modrone, il più antico mazzo conosciuto realizzato tra il 1442 e 1447 per allietare la famiglia milanese, di cui l’illustratore Pietro Ruffo ha dato un’interpretazione contemporanea: tra le 15 carte che appaiono, il Matto è rappresentato con un top ricamato su una camicia in garza e una gonna in tulle e applicazioni in satin, la Temperanza con un abito drappeggiato da un taglio in velluto dévoré stampato a millefiori, dipinto a mano su una base di lamé, l’Appeso con un corsetto ricamato su pantaloni in jacquard chiné, il Diavolo con un abito scollato davanti e dietro in garza laminette, la Papessa con un cappotto e un abito bustier in jacquard, la Morte con un abito plissé in garza ricamato di cristalli, la Luna con un abito in twill lamé, la Stella con un abito drappeggiato in seta lamé, l’Imperatrice con un abito in velluto dévoré stampato con lo zodiaco, la Giustizia con un abito plissé in mussolina di seta, gli Amanti con un abito in twill lamé, la Forza con un abito plissé drappeggiato in seta lamé, la Ruota della Fortuna con un abito bustier ricamato di fiori fatti a mano e una gonna in garza, il Mago con un cappotto ricamato di piume e un abito di seta fiammata e il Sole con un abito incrostato di pizzo. Se Monsieur Dior li scoprì, durante la Seconda Guerra Mondiale, quando Catherine, la sorella più giovane di dodici anni, si unì alla Resistenza Francese e fu imprigionata nel campo di concentramento femminile di Ravensbrück per essere rassicurato sul fatto che si sarebbero ricongiunti, anche in questo caso, l’invito vuole essere di non aver paura e andare avanti. In attesa della rinascita. Del resto, gli stilisti devono avere capacità divinatorie. Insieme alla possibilità magica e misteriosa di trasformare lo spirituale in materiale.

Daniele S.

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