Rick Owens autunno-inverno 2021-2022

Morte a Venezia? Non solo quella causata dalla guerra alla pandemia, ma quella alle convenzioni, soprattutto, morali che riguardano l’estetica maschile. Se gli stilisti provano a immaginare la luce che illuminerà il mondo quando l’emergenza sanitaria sarà terminata, Rick Owens per l’autunno-inverno 2021-2022 preferisce continuare a indagare le ombre. E lo fa con una sfilata nuovamente ambientata al Lido dove lo stilista americano si è stabilito dopo la quarantena. Essendo, tra l’altro, a due ore di distanza dalla fabbrica, al suo team italiano è sembrata la scelta più naturale, considerando le limitazioni ai viaggi, già per presentare la primavera-estate 2021. Ma dov’è finito l’ottimismo della scorsa stagione? Se, normalmente, la location sarebbe stata quella del Palais de Tokyo a Parigi, questa volta, è il Tempio votivo, il sacrario e ossario militare che accoglie i caduti dei due conflitti mondiali, in riviera Santa Maria Elisabetta di fronte alla Laguna, affascinante e decadente. “Gethsemane” è il titolo della collezione che racconta questo presente ancora malato citando il Getsemani, l’orto sul Monte degli Ulivi, poco fuori delle città vecchia di Gerusalemme, sul quale Gesù Cristo si ritirò dopo l’Ultima Cena. Una situazione d’inquietudine apocalittica “che sembra quasi biblica nel suo dramma, primitiva e profana”, come si legge in una nota? Ritorna l’ambiguità provocatoria che emerge struggente e infernale (spesso, poco chiaramente!) dal fumo denso tra cappotti sartoriali dalle spalle rinforzate e dalle maniche strappate realizzati con rifiuti di plastica, shearling che hanno i guanti integrati, piumini decostruiti arricchiti di cappucci zippati, maglioni in cashmere riciclato pieni di aperture strategiche, bodysuit aderenti in pelle, jeans oversize che vanno a comporre una capsule in uno speciale denim total black tessuto appositamente per il brand dalla manifattura giapponese Yamashi Orimono su telai vintage e underwear in vista. Ripresi gl’immancabili stivali con platform e tacco squadrato in perpex che si allungano sulla gamba per diventare cuissard zippati, per l’occasione, in pelo di mucca e gli occhiali dalle montature rettangolari one piece insieme a mascherine protettive con prolungamenti di chiffon che sono un importante, responsabile e necessario messaggio di rispetto reciproco. Al debutto, la partnership con Converse con la quale deforma le Chuck Taylor all star per creare le TurboDrk Chuck 70, piegate e modellate rispetto al modello originale, con la linguetta estesa e la punta squadrata. Insomma, per raggiungere un futuro luminoso è necessario prima affrontare i demoni dell’oscurità? Almeno, per trovare una soluzione alla sospensione attuale!

Daniele S.

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