Tod’s autunno-inverno 2021-2022

Quante identità è in grado di creare la moda? “È bello potermi creare una realtà parallela. Non una, ma tante vite che si sovrappongono”, dice Lorenzo Zurzolo nel video intitolato #sevenT con cui Walter Chiapponi ha deciso di presentare digitalmente l’autunno-inverno 2021-2022 di Tod’s: seven come i giorni della settimana, T come Tod’s, ma anche come tempo. “Sono passati sette giorni e sette notti e ho imparato che il tempo si può dilatare o anche restringere. Ma anche se sento crescere la pressione intorno a me questa sfida mi piace. Eccome se mi piace”, sembra rappresentare pienamente i momenti di solitudine, come i tanti di una contemporaneità sospesa. In questo caso, non è quella attanagliata dall’emergenza sanitaria, bensì quella scelta da un attore che si ritira in campagna per studiare un copione a Villa Ronchi, costruita nel 1936 su progetto dell’architetto italiano Giuseppe De Finetti nella cornice del Parco del Ticino, in zona Sforzesca a Vigevano, per la famiglia Crespi. Lo stilista, invece, coglie l’occasione per reinterpretare i classici del guardaroba maschile secondo una combinazione tra gusto sartoriale e spirito rilassato. Il lifestyle dell’uomo a contatto con la natura. Ancora atmosfere anni ’70 dalle quali emergono trench doppi in cotone, montgomery in shetland, field jacket over in tessuto tecnico trapuntato con colletto e fondo a camicia e tasche applicate di cui una in pelle a contrasto con monogramma impresso, completi in tweed, maglioni in cashmere che diventano sciarpe e pantaloni morbidi in velluto. Un’altra volta, ritorna la T-Timeless, il logo riscoperto dall’archivio, su cinture classiche e borse di tutte le grandezze, sempre con ombrello incorporato. Le calzature celebrano l’idea del tempo libero, tra chelsea boots dalla suola a gommini, sneakers in tessuto dall’effetto mimetico scomposto e stivali da pioggia. Sensualità e comfort per una riflessione sull’eleganza che prevede un’espansione inedita di possibilità, nella vita e nello stile. “Un modo diverso per mettersi in viaggio”, che non è solamente un esperimento introspettivo: la sfida, probabilmente, sarà di riuscire a trovare un nuovo linguaggio senza cambiare le parole. E la coerenza sarà l’imperativo imprescindibile per non togliere loro il significato.

Daniele S.

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