Dior pre-fall 2021

Artigianalità o tecnologia? A causa dell’emergenza sanitaria, Kim Jones pensa al format digitale per svelare l’autunno-inverno 2021-2022 del menswear di Dior, in passerella all’interno del Phoenix International Media Center di Pechino illuminato da un allestimento di galassie fluo curato da Thomas Vanz. Ribadito, ancora una volta, il legame di Monsieur Christian con il mondo dell’arte: Hypercoloré, hyperréel, infatti, è la collezione realizzata a partire dalla collaborazione con l’artista pop americano Kenny Scharf, protagonista, insieme a Keith Haring e a Jean-Michel Basquiat della scena dell’East Village negli anni ’80. Il suo primo contatto con la moda è avvenuto nel 1979 in occasione della mostra nel negozio Fiorucci sulla 59a strada di New York. Adesso, alcune sue opere caratterizzate da un linguaggio surrealista fondato sulla contaminazione di fumetti e graffiti, come Viva Mare Viva Mar, When the Worlds Collide e Globo Mundo, sono trasferite su cappotti sartoriali, Tailleur Oblique composti da giacche strette in vita da cinture che omaggiano la linea della storica Bar Jacket e pantaloni morbidi, sahariane multitasche e blouson tridimensionali dagli effetti techno-moiré o in velluto tagliato al laser, maglie jacquard scannerizzate e camicie in raso dalle stampe olografate e plastificate con frange o filo metallizzato. Contagiati anche gli accessori, dall’iconica Saddle bag, disegnata da John Galliano, che ha debuttato nell’ottobre 1999 nel womenswear per la primavera-estate 2000 ai baschi di Stephen Jones. Non può mancare l’ispirazione alla Cina, tanto cara al fondatore, nelle grafiche che rappresentano 12 animali dello zodiaco. Tradizione o immaginazione? Alle diverse reinterpretazioni del logo viene accostato il motivo Dior Oblique presente, adesso, su combat boots e ciabatte. L’ultimo dettaglio, infine, è affidato ai gioielli creati da Yoon Ahn con giade e lapislazzuli nonché i crisantemi di Maison Lemarié usati come boutonnière. La moda diventa sempre più globale? Soprattutto, se comunicazione e creatività riescono a promuovere quel rinnovamento che la pandemia ha reso strettamente necessario. E che, senza soluzione di continuità, deve far dialogare costruttivamente passato e futuro.

Daniele S.

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