Maison Margiela primavera-estate 2021

Cosa vuole davvero il consumatore? Quella che, a prima vista, sembrerebbe banale è la domanda che, più di ogni altra, i designer si pongono ogni stagione quando iniziano a immaginare una collezione. Una delle risposte più originali la fornisce John Galliano per la primavera-estate 2021 di Maison Margiela in versione co-ed, nuovamente, presentata attraverso il video intitolato acronimicamente S.W.A.L.K. (Sealed With A Loving Kiss) II, il sequel di quello girato dal fotografo britannico Nick Knight per l’autunno-inverno 2020-2021 dell’Artisanal. Ambientato tra gli interni della sede in rue Saint-Maur e gli esterni di Castiglion del Bosco in Toscana è accomunato al precedente dallo stesso obiettivo di raccontare, come in una chiamata Zoom, il processo che, questa volta, ha portato all’industrializzazione del wet look. L’ispirazione, però, non è tratta dall’Apache, la danza drammatica nata all’inizio del secolo scorso nella cultura di strada di Parigi, ma dal Tango, scoperto a La Boca, il barrio nella parte sud-est di Buenos Aires dove le case venivano dipinte con le rimanenze di vernice usata per le chiatte da trasporto merci. In quella cornice, le maratone di ballo degli anni ’30 con le loro promesse di libertà, tra movimento e mistero, s’intrecciano con una tragedia associata a un matrimonio combinato sconvolto da un arrivo imprevisto, tra povertà e superstizione. Ritorna, inoltre, la numerazione della maison che viene, a tratti, ridefinita. Il 14 delle proposte iconiche del menswear, il 4 di quelle del womenswear che, partendo dalla fedeltà al marchio, puntano al rinnovamento, il 22 delle scarpe, l’11 degli accessori e il 3 delle fragranze, la cui tuberosa décortiqué di Mutiny richiama alla mente dello stilista di Gibilterra le atmosfere dell’Argentina. Il guardaroba, allora, si compone di trench con imbastiture sartoriali pieni di tagli da cui emergono le fodere sottostanti, cappotti principe di Galles arricchiti da ruche laterali, abiti anni ’40 che sono sopravvissuti al tempo, canotte in rete e abiti in mussola e tulle che si riempiono di piume o di patch adesivi a disegnare stampe nello spazio. Ma non è tutto: tornano le limited edition di pezzi vintage, scrupolosamente trovati, accuratamente generati e rigorosamente testati per valutare la sicurezza dei materiali per la vendita, contrassegnati dall’etichetta bianca della linea Recicla, la versione moderna e sostenibile lanciata con l’autunno-inverno 2020-2021 di Replica, usata dal fondatore per definire le copie che venivano rese senza tempo: per esempio, una maglia, una camicia e un gilet sono combinati in un unico capo. Tra gli accessori, una rivisitazione delle Tabi declinata su scarpe maschili a punta dall’aspetto glossy, Mary Jane in broccato veneziano e borse realizzate attraverso combinazioni di pelli tagliate al laser. Un viaggio nella creatività che, quando viene spiegata, aumenta decisamente la desiderabilità.

Daniele S.

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