Hermès primavera-estate 2021

Sensualità ritrovata? Sembrerebbe crederci Nadège Vanhee-Cybulski che per la primavera-estate 2021 di Hermès immagina un nuovo inizio. Se il menswear, disegnato da Véronique Nichanian, è stato presentato, secondo un format digitale, con un video, il womenswear sfila (fisicamente) al Tennis Club di Parigi dopo l’annullamento della resort 2021, a causa dell’emergenza sanitaria, che sarebbe dovuta andare in scena lo scorso 28 aprile a Londra. E, seguendo un approccio sostenibile, rappresenta il punto di partenza della collezione in passerella su un allestimento a più livelli costituito da colonne digitali commissionate a diversi artisti che sembrano eco di una civiltà sepolta. Come quelle fragilità che i momenti attuali di difficoltà con i quali ci si è dovuti confrontare hanno inesorabilmente svelato. Diventa, allora, sempre più necessario abbracciare i dubbi generati dall’incertezza pandemica per modellarli fino a contornare nuovi orizzonti di rinascita. Anche il rapporto tra abito e corpo è destinato a cambiare mantenendo, d’altra parte, immutata l’atemporalità dei materiali di altissima qualità e delle linee che, nella loro essenzialità, in quest’occasione, diventano contemporaneamente avvolgenti. Perché dall’armatura protettiva emerge una vulnerabile femminilità tutta da riconquistare. Non potranno mancare, allora, nel guardaroba cappotti scamosciati profilati da nastri di cuoio, giubbotti in pelle, gilet accessoriati da pratici tasconi, maglioni di cashmere con incorporati colli arrotolati come le coperte delle selle, camicie in popeline, body sgambati in seta stretch che lasciano la schiena nuda, pantaloni maschili a vita alta, gonne a trapezio zippate e grembiuli trasformabili, talvolta, ricoperti da reti metallica. Non passano inosservate le clogs in pelle lucida. Proposte indubbiamente sofisticate che diventano maggiormente interessanti quando presentano riferimenti, più o meno evidenti, alle creazioni di fine anni ’90 di Martin Margiela, direttore creativo del prêt-à-porter femminile della maison francese di pelletteria dal 1997 al 2003, che riuscì a rileggere il lusso attraverso una visione agile in grado di uscire dagli schemi consueti. È proprio, forse, quello di cui ci sarebbe bisogno adesso andando al di là della desiderabilità dei prodotti?

Daniele S.

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